Content tagged Tim Berners-Lee

La festa dei trent’anni
posted on 2021-06-26 00:25

Nel febbraio del 2019, trent’anni dopo i fatti, il CERN ha ricostruito WorldWideWeb per poterlo fare usare a tutti all’interno di un normale browser e provare la stessa sensazione di quando, nel 1990, il lavoro iniziato l’anno prima da Tim Berners-Lee si concretizzò in un progetto usabile.

WorldWideWeb, notare il nome, è il predecessore della maggior parte di ciò che consideriamo o conosciamo oggi come web.

La pagina offre sezioni di storia, timeline, evoluzione dei sistemi, tipografia, codice, praticamente tutto quello che uno potrebbe volere sapere. Il termine Windows è assente, da ovunque.

A mia notizia, l’appropriazione indebita della nascita del web da parte di Windows è stata notata solo da John Gruber. Le mie osservazioni sono state accolte anche con malcelato fastidio, una cosa tipo sì, un po’ esagerato, ma è solo un po’ meno vero rispetto al dire che in molti hanno conosciuto il web tramite Windows.

Un problema è che la seconda considerazione è certamente vera. Ma il grado di verità esistente nella nascita del web su Windows è zero. È una falsità, non una verità un po’ gonfiata.

Un altro problema, assai più grave, è la risposta a questa domanda: a che serve millantare la nascita del web su Windows all’atto di presentare Windows 11? Ci sono letteralmente miliardi di persone che sono nate dopo il web. Non hanno idea di come sia nato. Non penso che perfino una di queste si farebbe convincere a comprare Windows in virtù di questo fatto. I più anziani sanno come sono andate le cose e se dovevano adottare Windows lo hanno già fatto; oppure non lo sanno, e ugualmente Windows lo hanno già scelto. La quota di chi deve scegliere il primo sistema operativo dentro il pubblico di Microsoft è irrisoria e, comunque, dubito abbia bisogno di quello per scegliere.

È una affermazione puramente inutile a qualsiasi scopo pratico. Del tutto gratuita. Da gradassi che si prendono quello che vogliono semplicemente alzando la voce; da teste vuote che hanno bisogno di svuotare tutto attorno a loro per mandare avanti il business.

Oppure, tout se tient. C’è gente intelligente che usa Windows e tanta altra che lo usa con la consapevolezza di uno zombi. Suppongo che per mantenere un mercato fondato su queste premesse, un pochino si finisca per essere contagiati da un certo modo di pensare. A uno che usa Windows senza sapere perché puoi scrivere che su Windows sono nati gli spaghetti alla carbonara. Si crea sintonia tra menti simili.

O infine, è quel complesso che a Redmond hanno sempre sofferto, di incapacità di lasciare un segno, miliardi di righe di software e sempre per fare soldi su qualcosa creato da altri. Al CERN hanno festeggiato i trent’anni di qualcosa che ha cambiato la storia del mondo. Loro neanche riescono a liberarsi del codice di Windows NT.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

La piattaforma degli animali
posted on 2021-06-25 01:26

Ha scritto George Orwell in 1984:

Who controls the past controls the future. Who controls the present controls the past.

Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.

È stato appena scritto sul Windows Experience Blog:

The web was born and grew up on Windows.

Il web è nato ed è cresciuto su Windows.

Si noti che Orwell non si è espresso rispetto al futuro. Provare a controllarlo ha una legittimità. Controllare il presente invece è una situazione pericolosa per tutti i controllati, dal momento che il controllo del presente consente la manipolazione del passato e quest’ultima è un mezzo non consentito per cercare di prendere controllo del futuro.

È la ragione per cui devo chiedere alle persone di buona volontà di agire, ora, in modo da impedire a questi mentitori, o ignoranti del passato, di prendere controllo del presente.

Non conta che giri questo messaggio o si faccia riferimento a questo blog. È invece estremamente importante che si facciano sapere, forte e chiari, i seguenti fatti:

  • il web non è nato su Windows. È nato su un computer NeXT del CERN a opera di Tim-Berners-Lee, nel 1989;
  • il web non è cresciuto su Windows.

Questo secondo punto potrebbe essere espanso a piacere. Per restare brevi, Microsoft sottovalutò Internet, figuriamoci il web. Fu solo nel 1995 che Bill Gates inviò ai dipendenti Microsoft il memo The Internet Tidal Wave, l’onda di marea di Internet, in cui scrive:

Forse avete già letto memo miei o di altri riguardanti l’importanza di Internet. Sono passato attraverso numerosi momenti in cui ho accresciuto la mia visione della sua importanza. Ora assegno a Internet il livello di importanza più alto.

Gates si è convinto dell’importanza di Internet nel tempo. Altro che nato su Windows.

Uno dirà, si parla di Internet, non del web. Ok; il web prevede il browser. Mosaic (che nemmeno è il primissimo browser, probabilmente il quarto), primo browser ad acquisire una certa notorietà, è nato su X-window. Microsoft ne acquistò anni dopo la licenza per realizzare Internet Explorer, i cui sviluppi – e il cui tentativo di monopolizzare lo sviluppo e la navigazione del web, che avrebbe dovuto essere patrimonio comune – portarono a una causa antitrust contro Microsoft stessa, senza la quale probabilmente ancora oggi saremmo fermi a Internet Explorer e magari a FrontPage.

Controlli chi vuole: Disney ha registrato il proprio dominio .com con un anno di anticipo su Microsoft.

Bisogna muoversi perché quella riga su quel blog venga emendata, o chi l’ha scritta si porrà per controllare il presente, nello stesso modo in cui i maiali di quell’altro romanzo di Orwell spiegavano che tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri.

Siamo tutti uguali, invece.

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