Content tagged The Verge

A neuroni nudi nel parco
posted on 2021-06-16 01:02

Il premio non ci voleva molto 2021 viene assegnato a The Verge nella persona di Monica Chin, autrice dello scoop Apple dice che ora puoi fare il build di una app su iPad, ma gli sviluppatori dicono che la realtà è diversa.

L’articolo è un capolavoro di vorrei ma non capisco. All’inizio ci aspettavamo una serie di novità per iPad che non sono arrivate (ognuno aveva la sua lista, come tutti gli anni); poi scopriamo che Swift Playgrounds consente di fare il build di una app e mandarlo su App Store (a smentire il titolo, costruito come se la premessa fosse una mezza bugia).

Allora viene fuori che le app finora si sono scritte con Xcode su Mac, solo che è molto complicato. Invece Swift Playgrounds è molto semplice.

Purtroppo, emerge l’amara realtà, Swift Playgrounds manca di tutta una serie di strumenti necessari allo sviluppatore professionale.

Eh già; sono quelli che rendono complicato Xcode. Forse è sfuggito all’autrice che sviluppare app, specie app da piazzare sul mercato più competitivo al mondo, è un lavoro, anche di élite. E che Playgrounds significa parchi gioco.

(Il primo Swift Playgrounds, peraltro, era proprio una nuova funzione aggiunta a Xcode, con cui ho scritto un libriccino su Swift che allora navigava verso la versione 2.0).

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Scontri culturali
posted on 2021-06-05 13:00

Non si fa in tempo a scrivere un pezzo sull’approccio di Apple al lavoro intelligente che diviene pubblica una lettera scritta da un gruppo di dipendenti per chiedere più flessibilità rispetto alla scelta di lavorare in presenza oppure in remoto.

John Gruber ha espresso chiaramente il punto di vista culturale di Apple: la società ha un approccio che dà molto valore al gruppo di lavoro e preferisce di molto l’ambiente dell’ufficio.

Gruber aggiunge alcune valutazioni personali che hanno diritto a fare parte del dibattito: in sintesi, Apple è diventata così grande che per forza di cose ospita anche persone poco adatte, o inadeguate, alla filosofia aziendale.

Sembra una schermaglia banale e invece va seguita, perché è rappresentativa di una tendenza che in autunno diventerà in alcune aziende una miscela esplosiva. Inoltre costituisce l’inizio di un cambiamento culturale profondo nel considerare l’attività lavorativa.

Per il momento aggiungo solo un paio di nozioni, anch’esse di diritto parte importante della discussione.

La prima: la buona organizzazione vince su tutto. Apple per prima ha dimostrato di poter sviluppare, creare e vendere a pieno ritmo anche a Apple Park deserto e tutti a lavorare da casa. È iniziata la transizione a M1 (e hai detto niente), sono usciti regolarmente nuovi modelli di tutto, i numeri hanno regolarmente superato le previsioni. La produttività di un’azienda dipende dalla sua organizzazione, non da dove si lavora.

(Ciononostante, Apple ha ragioni per volere la gente in ufficio tre giorni a settimana. Ma questo non riguarda la capacità dell’azienda di funzionare al meglio).

La seconda: la lettera dei dipendenti ha avuto origine su un canale Slack interno ad Apple. Ci sono strumenti per la conversazione e la collaborazione che vanno bene per aziende di decine di migliaia di dipendenti con fatturati di centinaia di miliardi.

Ha ragione Gruber nel dire che nella Apple di una volta, un canale Slack non sarebbe mai esistito. I tempi, nondimeno, cambiano.

La cultura dell’ufficio contro la cultura del lavoro intelligente (non in Apple, ovunque). È nell’interesse di tutti trovare una composizione armoniosa. Si annunciano tempi interessanti.

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De gustibus
posted on 2021-01-26 00:31

The Verge pubblica un articolo dedicato ai retroappassionati di Zune radunati su Reddit e riporta questo passaggio:

Microsoft ha trascorso gli anni Duemila qualche passo dietro Apple. L’azienda rivale era perennemente un po’ più avanti, elegante e raffinata rispetto all’endemica squadratura di casa Gates. Zune veniva spesso considerato l’esempio supremo di questa subalternità. Il prodotto era del tutto funzionale, certo, ma per ragioni che resta difficile descrivere – le decorazioni da videogame, il trackpad surdimensionato, l’ingombro sconcertante – era anche un milione di volte meno chic di iPod. (Lo stesso imperscrutabile problema contraddistingue Bing, Cortana, lo sfortunato Windows Phone eccetera). [Traduzione migliorata con il contributo di carolus]

Ragioni che resta difficile descrivere. Problema imperscrutabile. Come se Steve Jobs non fosse mai passato di qui. Eccolo:

Il solo problema di Microsoft è la semplice mancanza di gusto. Assolutamente non hanno gusto. Non in piccolo, ma in grande, nel senso che non pensano idee originali e non portano molta cultura dentro i loro prodotti.

La differenza tra una mentalità Microsoft e una mentalità Apple è che nella prima tutti i gusti sono giusti. Peggio ancora, sono equivalenti. Nella seconda esistono il gusto e la sua mancanza. Per ragioni che resta difficile articolare, l’informatica continua a prosperare nella mancanza di gusto; per fortuna, abbiamo un’eccezione.

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