Content tagged MacStories

Un aggiornamento da incorniciare
posted on 2021-10-13 00:34

Federico Viticci ha pubblicato e reso liberamente disponibile Apple Frames 2.0, la testimonianza più evidente del potenziale insito nello scripting e nell’automazione.

Chi segua il suo sito MacStories sa che le schermate di sistema operativo e programmi vengono pubblicate nella cornice del prodotto: che io sappia, nessun altro lo fa. Tutti noi comuni mortali acquisiamo una schermata e pubblichiamo la schermata.

Lui no. Se la schermata arriva da un iPhone X, la vediamo dentro il telaio di un iPhone X, come se fosse stata fotografata la macchina mentre mostra la schermata.

Chi ha per le mani un grafico, provi a chiedergli quanto vuole per fare lo stesso lavoro. L’articolo di MacStories contiene ventotto schermate.

E per farlo più volte? Viticci ha creato un automatismo con i Comandi rapidi di iOS/iPadOS/macOS/watchOS. Questa versione 2.0 aggiorna le cornici disponibili, è più veloce, pesa meno e riconosce più lingue.

Non c’è che scaricarla. Su iPhone ho scoperto una cosa interessante: per poter installare Comandi rapidi provenienti da fonti non certificate, bisogna avere azionato almeno una volta un Comando rapido. Altrimenti il sistema inibisce l’accesso all’interruttore della preferenza.

Poi, la prossima volta che qualche frescone chiederà che cosa fa un Mac che non possa fare un PC, o rimarcherà che Android costa meno, ecco che cosa fargli vedere. Funziona su tutte le piattaforme di Apple con la sola eccezione di Apple TV (sì, compreso watch). Richiederebbe un lavoro di programmazione importante se non ci fossero i Comandi rapidi. Risolve un problema reale e, nel farlo, aumenta il valore dell’offerta di MacStories.

Chiedergli, al frescone, di fare la stessa cosa con Visual Basic, o con Android se è per quello, con i soli strumenti di sistema.

Se un esempio come questo non basta a fare venire la voglia di automatizzare, penso che niente ci riuscirebbe. Ed è un peccato, per chi si priva di un pezzo di autoformazione non banale.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Il cappello sulle ventitré
posted on 2021-09-21 00:23

Aspetto come di consueto che siano iPad e iPhone a dirmi di aggiornare a iPadOS 15 e iOS 15, usciti all’improvviso ieri.

All’improvviso significa però che devo sospendere l’agenda notturna prevista, per affrontare la recensione epocale creata come è abitudine di questi anni da Federico Viticci di MacStories. Sulla Terra non esiste un documento altrettanto tempestivo, approfondito e basato sull’esperienza pratica, che permetta di formulare un giudizio veramente informato sulla nuova versione dei due sistemi operativi.

Per ora ho solo dato una sfogliata, ma ho trovato una frase promettente:

iPadOS continua a sembrare sull’orlo del precipizio di qualcosa di più grande.

(Tradotto; Federico scrive in inglese).

Posso anticipare che la raccomandazione è adottare, per meriti acquisiti, i nuovi sistemi, consapevoli che le migliorie di quest’anno hanno un raggio di azione e di impatto, ancorché importante, meno decisivo rispetto ad altre versioni precedenti. Si sente ancora in particolare su iPad uno sbilanciamento tra hardware eccezionale, basato su M1, pronto a consentire grandi cose e software che, seppure ottimo, ancora non è riuscito a staccarsi completamente dalla sua radice di iPhone più grosso per abbracciare completamente la realtà di tutto quanto è possibile fare sullo schermo di iPad tra penna, tastiera, touch, vocazione di tavoletta ma funzioni da computer, però non ancora mature eccetera.

In definitiva, lettura ampiamente consigliata, alla prima esplorazione superficiale. Sono ventitré paginate; roba impegnativa ma di assoluta attendibilità e autorevolezza. Federico si conferma uno dei massimi guru di iPad e quando si cimenta in questo sforzo, davvero va fatto tanto di cappello e va colta l’occasione.

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Uniti dal silicio
posted on 2021-07-02 00:29

La pubblicazione del blog riprenderà, con gli arretrati del caso, martedì 6 luglio.

È stato confortante leggere John Voorhees su MacStories che dà conto delle prime notizie interessanti sulla beta pubblica di Monterey. Meno rispetto alla mia tentazione di provare le beta stesse e più per il quadro di insieme.

Le prime impressioni di Voorhees si intitolano infatti l’inizio di una nuova era e fanno cenno a una sorta di trilogia dei sistemi, iniziata con Catalina e proseguita con Big Sur, che segnano la transizione di macOS verso una situazione nuova, in cui la maturazione di tutte le linee di prodotto porta verso la comparsa di migliorie significative in modo trasversale tra Mac, iPad e iPhone; al tempo stesso, è arrivato il momento in cui le migliorie stesse possono impattare in modo interessante anche sulle altre piattaforme, come succede per esempio per SharePlay o per i Comandi rapidi che, su Mac, riconoscono anche AppleScript e Automator, inverando le previsioni più ottimistiche di chi sperava in novità positiva sul fronte dell’automazione.

In più i problemi della beta pubblica sembrano marginali e comunque minori in confronto a quanto si era visto con Big Sur e Catalina, il che depone ulteriormente a favore della voglia di provare.

Certo che però, leggi di come i sistemi Apple si stanno preparando alla nuova epoca di Apple Silicon, di come collaborano insieme, di come le funzioni crescono e si compenetrano da una piattaforma all’altra… se vuoi provare una beta, non ha tanto senso, a meno che le provi tutte insieme. Il che facilita una certa ansia sottintesa.

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Le recensioni che volevo
posted on 2021-05-20 00:34

Chiaro che se vuoi farti l’idea di come sia iPad Pro M1, vai da MacStories con Federico Viticci; ovvio che se hai una curiosità riguardo agli iMac M1, consulti John Gruber su Daring Fireball; è una cosa scontata.

Ma stavolta – specie Viticci – si sono superati. La recensione di iPad Pro 2021 è un capolavoro, no, nemmeno; è la recensione di iPad Pro come avrei sempre voluto leggerne una. Neanche il megathread su Reddit regge il confronto. Un esempio di come si fa l’informazione seria su Internet. Lui di recensioni straordinarie ne ha scritte più di una. Questa è un traguardo.

Me la sono letta mettendo da parte qualunque altra priorità e pure con gran gusto. Non è solo sapere che lo schermo di iPad Pro da solo vale l’acquisto, ma è un esempio di come fare giornalismo tecnico indipendente ad altissimo livello. L’ultima volta che ho visto una cosa del genere era su Byte di carta, nella Chaos Manor del compianto Jerry Pournelle.

Una delle poche occasioni in cui si parte per aggiornarsi e si finisce per imparare.

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Valori postali
posted on 2021-04-27 18:18

Questi giorni rimarranno nella storia, in un modo o nell’altro, perché esce iOS 14.5, assieme a iPadOS stesso numero. Perché da oggi su iPhone e iPad un business che vuole fare soldi registrando il tuo percorso di navigazione su Internet, dovrà chiederti il permesso di farlo.

Storica perché finora questo è accaduto essenzialmente di nascosto. Doppiamente storica perché chi vuole potrà dire sì, seguimi pure. La scelta, il controllo della privacy personale viene lasciato alla persona. Non ci saranno più scuse, in qualsiasi direzione.

La cosa importante da capire è quella espressa molto bene da Pixel Envy:

mi sovviene l’idea della privacy non come qualcosa che si ha e che invece bisogna comprare; un componente tra i tanti in una lista.

Apple ha pubblicato un video di due minuti a illustrare il concetto di App Tracking Transparency. Due minuti, no, un minuto e cinquantasei. Chi abbia dubbi, lo guardi.

Craig Federighi, responsabile software di Apple, spiega in un video basilare di otto minuti che è l’inizio di una partita tra gatti e topi: le aziende provano e proveranno ad aggirare le restrizioni al tracciamento indesiderato.

Senza contare che, fuori dall’infrastruttura di Apple, ci si trova di nuovo in mare aperto, dove vale tutto. Insomma è un inizio, non una conclusione, di un processo che sarà come quello della sicurezza, dove il problema non si risolve mai in modo definitivo e piuttosto si mira a raggiungere livelli di elevati di protezione grazie a una attenzione costante.

In uno svolgersi di eventi apparentemente slegato da questi, Federico Viticci ha deciso di abbandonare il servizio di posta Hey di Basecamp, che usava – lui e tutto lo staff che gravita attorno a MacStories – per rivolgersi ad altri.

Il motivo? Basecamp ha deciso (oltre a varie altre cose) che sull’account aziendale non si parla di politica o di problematiche sociali.

A Viticci interessa (e ci mancherebbe) avere per la propria attività un servizio di eccellenza. Al tempo stesso, desidera che chi glielo fornisce si trovi sulla sua linea rispetto a certi valori.

Si noti come il torto o la ragione, qui, siano nozioni irrilevanti. Il punto focale è questo: unire la valutazione professionale a quella su valori altri.

Qui il cerchio si chiude. Arriverà il momento in cui si sceglierà un servizio (anche) sulla base del rispetto della privacy.

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