Content tagged Lidia

Permesso di scarico
posted on 2021-08-29 02:30

Rientrati a casa la sera dopo una cena da amici, Lidia ha chiesto posso giocare un po’ sulla TV?, che nel nostro caso significa usare tramite tv i giochi disponibili su Apple Arcade.

Abbiamo dato l’assenso e dopo pochi istanti Lidia ha chiesto Posso scaricare un gioco da Apple Arcade?

Il papà ha subito risposto certo; per mantenere una parvenza di autorità ha comunque visionato il gioco da scaricare, ma la verità è che con Apple Arcade il peggio che può accadere è suddiviso in due categorie:

  • giochi che richiedono un controller (non lo abbiamo);
  • giochi 12+ ancora un po’ troppo complessi oppure a rischio di contenuti più forti.

Tutte le altre perplessità le abbiamo eliminate, dietro pedaggio ad Apple di cinque euro al mese. Che sono tra i denari meglio spesi ultimamente; niente questioni di acquisti in-app, niente pubblicità, niente tracciamenti indebiti, niente catene di giochini fatti in serie che si promuovono l’un altro, niente.

Sarà pure un walled garden ma appunto, quando hai non più di dieci anni/figlia complessivi, se per una volta vogliono fare da sole, lo possono fare in condizioni di tranquillità parentale. Usciremo dal giardino dorato ovviamente, ma a tempo debito. La nuova tv, a distanza di tempo dall’acquisto, mi piace sempre di più.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Fondamenta e anacronismi
posted on 2021-08-16 00:00

Ho ricevuto diverse obiezioni alla mia proposta di curricolo digitale per i due cicli della scuola primaria, che ruotano attorno a un argomento: l’opportunità di esporre bambini e ragazzi al computer in modalità che potrebbero essere troppo sofisticate per loro oppure arrivare troppo presto, o entrambe le cose.

Sono d’accordissimo nell’evitare di tirare in ballo i computer quando non serve o prima del tempo. Con un quaderno a quadretti si possono fare miracoli per introdurre idee di coding e certamente qualsiasi ragazzo dovrebbe imparare a tirare righe dritte a mano, con l’ausilio di un righello, prima di affidarsi a qualsiasi programma di disegno.

A un certo punto, tuttavia, il computer deve arrivare, perché i fondamenti sono una cosa diversa dagli anacronismi.

Un giorno i dirigenti della società sportiva dove giocavo a basket mi proposero di occuparmi del minibasket. Accettai e la faccenda implicava vari passaggi burocratici, nonché la redazione di documenti con una macchina per scrivere. Non ne avevo mai vista una e imparai, un foglio dopo l’altro.

Quella conoscenza tornò molto utile anni dopo, durante il servizio militare. Ma il punto è un altro; durante le elementari e le medie, non avevo mai visto una macchina per scrivere.

Le mie figlie non hanno mai visto una macchina per scrivere in funzione (conserviamo con rispetto una Olivetti di design). Ma le tastiere sono oggetti di familiarità quotidiana, su cui hanno messo le mani (giocando) già prima della scuola materna.

Sarebbe così strano se la scuola dell’obbligo prevedesse, quando è il momento, ore di dattilografia? Non mi pare. Siamo tutti d’accordo sul fatto che per prima cosa ci sia da imparare a scrivere a mano. È un fondamento. Ma se tenessi le tastiere fuori dalla scuola, causerei un anacronismo. Sono cresciuto senza tastiere; ma i tempi sono molto cambiati e oggi si deve crescere tenendo conto del fatto che le tastiere ci sono.

Altro esempio: sempre le mie figlie si sono prestate come attrici per girare un video di pochi secondi, con gli auguri di Ferragosto per i nonni lontani. I loro genitori hanno in tasca un iPhone a testa; che in certe situazioni vengano girati video o scattate delle foto è una normalità assoluta. Girato il video, vogliono vedere come è venuto. Se parlando viene fuori il ricordo di una cosa fatta insieme, può capitare che ci sfogli l’archivio per guardare insieme le foto relative.

Sarebbe così strano se a scuola ci fosse un momento in cui si impara qualcosa di basilare sulla fotografia o sul video? Lo troverei normale. Con Lidia abbiamo giocato a creare un piccolo racconto animato girato a passo uno. iPhone sul treppiede davanti alla scena, spostiamo appena quello che vogliamo fare muovere, uno scatto. E ripetiamo. Abbiamo girato pochi secondi, in pochi minuti. Poi, giustamente, è terminato lo spazio di attenzione e siamo passati ad altro. Ma lei era in età prescolare. In quinta elementare, un progetto di video a passo uno è improponibile? E in terza media?

Di sicuro, prima, abbiamo scoperto le animazioni come successione veloce di fogli. Il fondamento. Ma se lasciamo che ai nostri dodicenni finisca in tasca un aggeggio capace di riprendere, senza insegnargli nulla su come usarlo bene, anacronismo.

Un’ultima cosa, di cui si riparlerà. Quando la primogenita vuole sapere che aspetto abbia la cetonia dorata, per prima cosa prende – da sola – dal suo scaffale il libro degli insetti. Lo sfoglia, trova la cetonia dorata, legge, guarda, fa domande.

Poi viene dal papà e chiede di cercare immagini della cetonia dorata. Insieme apriamo iPad e le chiediamo a Google Immagini. Guardiamo decine di foto, i video se ce ne sono, soddisfiamo ogni curiosità visiva soddisfabile sulla cetonia dorata.

Certo che si va per prima cosa a cercare sui libri. È un fondamento. Ma se poi non si familiarizza con un motore di ricerca, si cade nell’anacronismo. Lidia sa molto bene che si possono cercare foto su Internet. Insegnarle come si cerca, ovviamente al momento giusto, dovrebbe essere un dovere.

Ecco perché a un certo punto l’ipertesto, Html, gli editor di testo a scuola ci vogliono. Si può discutere, si deve, del quando. Non del se.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Prima che sia troppo presto
posted on 2021-08-12 00:15

Scrivo in risposta a Claudio, molto gentile nel dirmi che a suo parere insegnare l’Html ai bambini è troppo e troppo presto.

Può certamente darsi che sia troppo presto. Mi figuro studenti che arrivano alla terza media capaci di strimpellare Html come farebbero con uno strumento se avessero trovato un buon insegnante di musica, non dei webmaster. In terza elementare l’obiettivo è chiaramente molto più limitato.

Ma posso dire che in prima elementare ci sono tanti esercizi per leggere e scrivere correttamente in italiano. Si imparano le maiuscole e le minuscole, le accentate, le pronunce, i tempi verbali. Si passa dallo stampatello maiuscolo allo stampatello minuscolo, intanto che si prepara il terreno al corsivo.

In prima elementare, quindi, si gettano le basi della tipografia. Non ci vedo niente di strano nel gettare le basi della marcatura del testo in terza.

Non per scrivere per forza testo marcato – l’osservazione che la maggior parte di loro non metterà mai un tag in tutta la sua vita è corretta – ma per sapere come funziona. Esattamente come a me, certo più avanti, venne spiegato come calcolare le radici quadrate manualmente. Non ho mai calcolato una radice quadrata a mano fuori dal quaderno di matematica, ma vorrei erigere un monumento a chi mi ha mostrato come fare e come funzione una radice quadrata.

A scuola non si insegnano gli strumenti, si insegna la materia. Me ne sono reso conto quando grazie ai buoni uffici di Chiara sono stato a parlare di nuove tecnologie nel suo liceo artistico.

Sono arrivato con un discorso preparato all’uopo, quando i docenti mi hanno mostrato con orgoglio che gli studenti di quinta lavoravano al nascente sito dell’istituto.

Gli studenti di quinta, liceo artistico, scrivevano il testo di una pagina in Word. Poi salvavano in Html, dentro una cartella del computer che raccoglieva il lavoro.

Buttai all’aria il programma del mio intervento. Chiesi a tutti di chiudere Word e di aprire, erano PC, il Blocco Note. Gli feci scrivere a mano una piccola pagina Html, con Title, Head, Body, il minimo assoluto. Gli chiesi di salvare, di aprirla con il browser. Mostrai l’effetto che i tag avevano sulla resa grafica nel browser e l’effetto che non avevano (ovviamente ignoravano che esistesse un tag Head e a che servisse).

Poi aprimmo nel Blocco Note uno dei loro file Word salvati in Html. Era pieno di cose incomprensibili a loro e anche a me. Chiesi retoricamente perché avessero scelto di usare il tag chisiricordaquale. Mi dissero che non erano stati loro a scegliere, lo aveva fatto Word. Il sito della scuola vorreste costruirlo voi o lasciare che ci pensi Word al posto vostro, senza sapere che cosa fa?

Mi si dirà sì, ma stai parlando di maturandi, tutt’altra età, tutt’altro contesto.

Intanto era il 1998. Come si intuisce, di Html nella scuola si cominciava appena a parlare. Erano i maturandi perché non poteva essere prima di così.

Secondo, avanti veloce, nel 2023 inizieranno a insegnare Office a mia figlia in terza elementare.

In linea di principio, Lidia potrebbe ritrovarsi nella stessa identica situazione di quei maturandi sventurati del 1998.

Tra parentesi: spero che nessuno dei poveracci abbia deciso di scegliere una carriera di web designer, partendo da Word come strumento professionale. O è disoccupato, o ha cambiato lavoro, o ha dovuto imparare la sera quello che avrebbero dovuto insegnargli a scuola la mattina.

Ho la folle speranza che per mia figlia possa essere diverso e che, venticinque anni dopo, possa sapere che cosa sta facendo, invece di farlo e basta.

Office a scuola è sempre e comunque troppo presto. Se lo sia anche insegnare i rudimenti dell’ipertesto non so, può darsi. Ma sarebbe un errore più benefico di quello di sedersi su Word e chiamarlo insegnamento.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Gli skill che non si insegnano
posted on 2021-08-09 00:25

Sono passati dieci anni da quando parlai di iPad e uso della tecnologia per l’apprendimento ai docenti di un istituto tecnico piuttosto grosso in provincia di Trento.

Erano anni eroici. Avevo un iPad di prima generazione, inadatto a tenere una presentazione in modo adeguato. Chiesi in prestito ad Apple Italia un iPad di seconda generazione, uscito da poco, e andai con quello.

Fu una bella giornata, difficile e stimolante. Difficile per trovarsi di fronte insegnanti innamorati di lavagne e gessetti, stimolante per tutto quello che si faceva nella scuola e l’attenzione che comunque ricevetti. Non sai mai quanto effettivamente delle tue parole rimane veramente quando parli alle persone e quella volta ebbi una delle mie maggiori soddisfazioni lavorative di sempre.

Durante la presentazione e poi la visita alla scuola, in conversazione con il bravissimo dirigente dell’istituto e con gli insegnanti illuminati, capitò di parlare anche di Wikipedia. Mi infervorai e mi cacciai nei guai come altre volte: dissi la verità. Wikipedia Italia era in mano a una congrega di mandarini egoriferiti. (Penso lo sia ancora, ma non lo so e nemmeno mi interessa; l’unica cosa che faccio con Wikipedia è linkarla quando proprio veramente non c’è altro di decente per evitarlo).

Dissi che, in una scuola, l’uso di Wikipedia per cercare informazioni era una follia e una negazione del buon insegnamento (e apprendimento). In una scuola, leggere Wikipedia è il male assoluto. In una scuola, Wikipedia va scritta.

Recuperare informazioni dalle fonti autentiche. Distillarne quello che costituisce una buona voce per Wikipedia e organizzarlo. Prendere familiarità con il sistema di markup. Collaborare con i coautori e rispettare le regole. Tutto questo è un eccellente metodo per imparare e per imparare a imparare.

Una scuola deve scrivere Wikipedia, non leggerla, dissi. Se abbastanza scuole scrivono Wikipedia, arriverà abbastanza materiale da impedire ai mandarini di crogiolarsi nel loro piccolo potere, perché non riusciranno a controllarlo.

Tutto ciò potrebbe svanire come lacrime nella pioggia. Anni dopo, tuttavia, mi imbattei per caso in un telegiornale che dedicava spazio alla didattica digitale nelle scuole, mostrava sequenze di quella scuola e ne parlava per via di come incoraggiava il lavoro attivo su Wikipedia nell’ambito del processo didattico.

Qualcosa di quanto avevo detto aveva germogliato.

Conservo la presentazione tenuta quel giorno, in cui a un certo punto accenno ai nuovi skill messi all’incrocio di tecnologia e arti liberali, che è necessario insegnare ai ragazzi per il loro futuro e che i programmi scolastici tradizionali ignorano. Questa era la lista dei tech skill, che chiamai così per distinguerli dagli hard skill, quelli classici, e dai soft skill di cui si parla fin troppo e da troppo tempo:

  • Ipertesto
  • Edizione e montaggio multimediale
  • Modellazione 3D
  • Condivisione e lavoro di gruppo in rete
  • Ricerca e analisi di informazioni e dati

Queste potrebbero essere le basi di un curricolo di studi alternativo per il triennio che completa il primo ciclo della primaria e per quello che lo segue (le medie inferiori di una volta). Probabilmente va limato qualcosa e immagino che si evidenzierà lavorandoci.

La prossima fase consiste nel delineare gli obiettivi parziali all’interno di ciascuno di questi obiettivi globali. Poi si tratterà di inserire gli obiettivi parziali nell’ambito delle materie tradizionali e, per farlo, trovare progetti ed esercizi che possano inserirsi con profitto nel programma canonico.

Come sto andando?

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Un curricolo per l’estate
posted on 2021-08-08 23:25

Nelle prossime due settimane credo che darò spazio a un’urgenza personale. Settembre è infatti vicino. Settembre 2022.

Da qui a un anno la figlia più grande inizierà il triennio che completa il primo ciclo di scuola primaria. E, se nessuno fa qualcosa, comincerà ad affrontare l’informatica a scuola; le insegneranno… a usare Office.

Devo fare qualcosa anche a costo di buttare via del tempo e voglio abbozzare un curricolo di studi tecnologici alternativo, che si basi sugli standard e sugli skill prima che sulle applicazioni, sia trasversalmente applicabile a tutte le materie e che insegni ai ragazzi qualcosa di interessante, utile e accessibile per la loro età.

L’obiettivo è passare agli insegnanti una proposta che, se fossimo in un mondo ideale, avrebbero un anno di tempo per valutare ed eventualmente recepire, anche solo in minima parte.

Il mondo ideale non è questo è la fine più probabile di uno sforzo come questo sarà il dimenticatoio. Devo essere però capace di cogliere la ricompensa insita nel viaggio (the journey is the reward) ed essere consapevole che a mia figlia daranno in pasto Office ma io potrei comunque uscirne con tante idee più chiare e tante risorse più visibili.

Si intende che qualsiasi feedback, in qualunque forma, sarà oltremodo gradito. Se invece il progetto finisse nel nulla, magari tra due giorni ci si troverà a parlare di Runescape ora che è vivo su iPad, chi lo sa. Ho sempre preferito la serendipità alla programmazione ossessiva.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

This blog covers 1802, 1Password, 1Writer, 276E8VJSB, 50 Years of Text Games, 500ish, 512 Pixels, AAC, AI, AR, Accademia di Belle Arti, Acer, Adium, Adobe, Adventure, AirBnB, AirPods, AirPort Express, AirPort Extreme, AirTable, AirTag, Akko, Al Evans, Alac, All About Apple, All About Apple Museum, AlphaGo, Alphonse Eylenburg, Altroconsumo, Alyssa Rosenzweig, Amadine, Amazon, Amd, Anaconda, Anagrafe, Android, Andy Hertzfeld, Anteprima, Apollo, App Store, App Tracking Transparency, Apple, Apple //, Apple Arcade, Apple Distinguished School, Apple Gazette, Apple II, Apple Music, Apple Park, Apple Pencil, Apple Silicon, Apple Store, Apple TV+, Apple Watch, AppleDaily, AppleInsider, AppleScript, Aqua, Aqueux, Arctic Adventure, Arm, Armstrong, Ars Technica, Arthur Clarke, Ascii, Asymco, Atom, Audacity, Audion, Australia, AutoCad, Automator, Avventura nel castello, Axios, BBEdit, Backblaze, Badland+, Bandley Drive, Basecamp, Bashcrawl, Basic, Battle for Polytopia, Beeper, Bell Labs, Benjamin Clymer, Big Mac, Big Sur, Bill Gates, Bing, BirchTree Mac, BlastDoor, Borgo Valsugana, Braille, Bruno Munari, Bubble sort, Buzz Andersen, CERN, California State University, Cap’n Magneto, Carbon, Carbon Copy Cloner, Carlo Canepa, Cartoonito, Casa Graziana, Catalina, Cbs, Cessapalombo, Chaplin, Charlie Watts, Cheetah, Chiara, China Railway Shenyang, Chromebook, Cina, Claudio, Clive Sinclair, Clubhouse, Coca-cola, Coleslaw, Colle Giacone, Collegiacone, Comandi rapidi, Come un ombrello su una macchina da cucire, Commodore 64, Common Lisp, Comune, CorpoNazione, Cortana, Cossignani, Covid, Covid-19, Coyote Cartography, Creative Cloud, Crema, Csam, Css, Csuccess, Cuore di Mela, Cupertino, Cupra Marittima, D&D, DaD, Dad, Dalian, Dan Peterson, Daring Fireball, De André, Debian, Dediu, DeepMind, Degasperi, Dell, Disney, DisplayPort, Disqus, DocC, Dock, Dolby Atmos, Dolphin, Doom, Dortmund, Dr. Drang, Drafts, Drm, DuckDuckGo, Dungeons & Dragons, Dungeons and Dragons, Dvd, Edimburgo, Edinburgh Learns for Life, Editorial, Edward Snowden, Elio e le Storie Tese, Epic, EpocCam, Epson, Erc, Erica Sadun, Erin Casali, Ethernet, Etherpad, Euro 2020, Europei, Eurovision, Everyone Can Create, Excel, Exchange, Expanded Protection for Children, ExtremeTech, Eyepatch Wolf, F24, Fabio Massimo Biecher, FaceID, Facebook, Fai, Federico Viticci, Feedly, Finder, Fitbit, Flac, Flappy Birds, Flash, Flavio, Flurry Analytics, Focus, Folletto, Fondazione, Fondo Ambiente Italiano, Ford, Forrester, Fortnite, Franco Battiato, Frederic Filloux, Frix, FrontPage, Fsf, Fëarandil, G3, GQ, Gagarin, Geekbench, Geneforge 1 - Mutagen, Giacomo Tufano, Gianni Catalfamo, Giardino delle Farfalle, Giorgio Dell’Arti, GitHub, Gizmodo, Gnu, Go, Google, Google Play, Google Tensor, Gorizia, Gplv3, Guardian, HP, HP Smart, Hafnium, Halide, Happy Scribe, Harry McCracken, Hdmi, Hearthstone, Hemlock, Hewlett-Packard, Hey, Hii, Hodinkee, HomePod Mini, Horace Dediu, Html, Huawei, Huffington Post, Il ritorno del Re, Il vitello dai piedi di balsa, IlTofa, Imgr, Immuni, Incunabolo, Ingmar Bergman, Insegnanti 2.0, Inside Macintosh, Instagram, Intel, Intense Minimalism, Internet, Internet Explorer, Internet Relay Chat, Invalsi, Irc, Isaac Asimov, It is better to be a pirate than join the Navy, Ivacy, J. Geils Band, JEdit, Jacob Kaplan-Moss, Jason Snell, Java, JavaScript, Jeff Bezos, Jeff Vogel, Jekyll, Joanna Stern, John D. Cook, John Gruber, John Perry Barlow, John Voorhees, Jon Prosser, Jonathan Ive, Jägermeister, Kagi, Kansas City Chiefs, Ken Thompson, Keyboard Maestro, Kickstarter, Krebs, LG, La classe capovolta, LaTeX, LambdaMOO, Larry Wall, LaserWriter, LibreItalia, LibreOffice, Libreitalia, Lidar, Lidia, Lightning, Lightroom, Liguria, Linus Torvalds, Linux, Lisp, Live Text, Lords of Midnight, Luca Accomazzi, Luca Bonissi, Luca Maestri, Lucy Edwards, Lux, M.G. Siegler, M1, M118dw, Mac, Mac OS, Mac OS X, Mac mini, MacBook Air, MacBook Pro, MacMomo, MacRumors, MacSparky, MacStories, Macintosh, Macintosh Plus, Macworld, Mail, Mailchimp, Mappe, MarK Twain, Marco, Mario, Markdown, MarsEdit, Martin Peers, Marvin Minsky, Matt Birchler, Matteo, Matthew Cassinelli, Mavericks, Max Weinberg, McSweeney, Mediaworld, Medium, Meet, Memoji, MessagePad, Micr0soft, MicroUSB, Microsoft, Mike Bombich, Mike D’Antoni, Minority Report, Mission Control, Mission Impossible, Mit Technology Review, Model One Digital+, Model T, Mojave, Monday Note, Monterey, Monti Sibillini, Mosaic, Motorola, Mount Sinai, Mp3, Muse, Museo Malacologico Piceno, Muut, Nanchino, Napoli, Nasa, Ncmec, NeXT, Neil Young, NetHack, NetHack Challenge, NetNewsWire, Netscape, New York Times, Newton, Newton Press, Nicola D’Agostino, Nive, Noam Chomsky, Nokia, Notebook, Notifiche, Notre-Dame, NovaChat, OBS Camera, OBS Studio, OS X, Object Capture, Octopress, Office, OldOS, Olimpia, Olimpiadi, OpenDocument, OpenDocument Reader, Ordine dei Giornalisti, Orwell, P3, PageMaker, Pages, Pandoc, Panic, Panini, Pantone, Paola Barale, Paolo, Paolo Attivissimo, Paolo Pendenza, Parallels, Patreon, Patrick Mahomes, Pdf, Penn, People, Perl, Perseverance, Pfizer, Philip Elmer-DeWitt, Philips, Photoshop, Pixar, Pixar Theory, Pixel 6, Pixel 6 Pro, Pixel Envy, Pixelmator Pro, Plan 9, Play Store, PlayStation, Playdate, Polympics, Polytopia, Power Macintosh 7200/90, PowerBook, PowerBook Duo, PowerPC, PowerPoint, Preferenze di Sistema, Pro Display Xdr, Procter & Gamble, Programmatori per caso, Project Zero, Psion, Psion Chess, Python, Ql, Qualcomm, Queen, Queensland, Quick Notes, QuickLoox, R360, Radio.Garden, Rai, RaiPlay, RaiPlay Yoyo, Raspberry Pi, Raymond, Raz Degan, Recenti, Reddit, Redmond, Richard Stallman, Roll20, Rolling Stones, Rss, Runescape, Ryzen, Safari, Salesforce, Samsung, Sars, Savona, Scott Forstall, Screen Time, Scripting, Scuola, SharePlay, Shazam, Shortcuts, Shortcuts Catalog, Siegler, Silverlight, Simone Aliprandi, Six Colors, SkilledObject, Slack, SnapChat, Sony, South African Revenue Service, Spaces, Spatial Audio, Spid, Spiderweb Software, Sputnik, St. Therese Catholic Primary School, Stadia, Start Me Up, Stefano, Stephen Hackett, Stephen Kleene, Steve Jobs, Steve Wozniak, Stevie Wonder, Stewart Copeland, Storie di Apple, Sudafrica, Super Bowl, Super Mario, Super Mario Bros, Swift, Swift Playgrounds, SwiftUI, Taio, Tampa Bay Buccaneers, Teams, Tech Reflect, Teller, Tempi moderni, Terminale, Tesla, TextEdit, Textastic, The Briefing, The Eclectic Light Company, The Hobbit, The Information, The Internet Tidal Wave, The Motley Fool, The Verge, Think Different, Thoughts on Flash, Thunderbolt, TikTok, Tim Berners-Lee, Tim Cook, Tivoli, Tivoli Audio Art, Toca Boca, Toca Lab: Plants, Tokyo, Tom Brady, Tom Taschke, Tommaso, Torino, Torrent, Toshiba, Travis Holm, Trillian, Trilogia Galattica, Tweetbot, Twitter, TypeScript, U1, USB-C, Unicode, Universal Binary, Unix, Utf-8, Vaccino, Vesa, Vestager, Viktoria Leontieva, Visual Studio, Visual Studio Code, Vpn, VxWorks, WWDC, Walkman, Wendy Molyneux, West Coast, WhatsApp, Wimbledon, Windows, Windows 11, Windows Phone, Wired, Wishraiser, Word, WordPress, World of Warcraft, WorldWideWeb, Wwdc, X-window, Xcode, Xdr, Xevious, Xi, YayText, Yoda, Yoko Shimomura, YouTube, ZX Spectrum, Zoom, Zork, Zune, adware, analogico, board, business, cartelle smart, cetonia dorata, cookie, coronavirus, curricolo, cybersecurity, desktop publishing, digitale, ePub, emacs, emoji, hyper key, i3, iBooks Author, iCloud, iMac, iMessage, iMore, iMovie, iOS, iOS 14, iOS 14.5, iOS 14.5.1, iPad, iPad Air, iPad Pro, iPad mini, iPadOS, iPadOS macOS, iPhone, iPhone 12 mini, iPhone 13, iPhone 14, iPhone 6, iPhone 6s, iPhone SE, iPod, iTunes, intelligenza artificiale, ipertesto, isso, jailbreak, lossless, macOS, macOS 11.4, malware, npm, open source, privacy, programmazione, regex, remote working, rsync, sandbox, scuola, setteBit, software, soup, streaming, tag, uptime, walled garden, watchOS, wiki, x86, zip, Arcade, tv, watch, watch SE

View content from 2021-09, 2021-08, 2021-07, 2021-06, 2021-05, 2021-04, 2021-03, 2021-02, 2021-01, 2014-02


Unless otherwise credited all material Creative Commons License by lux