Content tagged AppleScript

La quarta virtù
posted on 2021-10-11 00:28

Che leggerezza, che letizia vedere Dr. Drang mettere insieme un pezzo di Python e un pezzo di AppleScript per risolvere una faccenda di web scraping inerente il recente voto in California. Dove, racconta,

il problema maggiore era raccogliere i risultati del voto pubblicati dall’ufficio della Segreteria di stato californiana. […] Che non ha pubblicato alcuna tabella singola dei voti organizzati per contea, ma cinquantotto pagine web indipendenti, appunto una per contea.

La sfida diventa allora automatizzare il processo per evitare errori indotti dalla noia, cosa che potrebbe accadere a chi si ritrovasse a riunire a mano i risultati provenienti da cinquantotto pagine differenti.

Passando da Numbers, BBEdit e MultiMarkdown, arriva alla tabella riassuntiva. Il suo metodo ha un pregio particolare per la situazione: in una elezione, è facile che uno o più dati parziali cambino nel tempo. Avere un automatismo permette di rifare i calcoli ogni volta che sia necessario.

Il creatore del linguaggio Perl, Larry Wall, definì le Tre virtù del programmatore come pigrizia, impazienza e hubris (la qualità che ti fa scrivere – e manutenere – programmi di cui nessuno vorrà parlare male).

Grazie a Dr. Drang, conosciamo una quarta virtù: l’insofferenza per la noia.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Oltre le regole
posted on 2021-06-28 10:26

Quanto vale saper applicare lo scripting al computing di ogni giorno?

Uno dei vanti di Hey.com, che costa novantanove dollari l’anno, è la capacità di fare screening della posta elettronica in modo da semplificare l’esclusione di messaggi indesiderati.

Dr. Drang ha fatto una cosa del genere con Keyboard Maestro e poi, non soddisfatto, l’ha replicata in puro AppleScript per andare oltre le regole di Mail applicate manualmente.

Keyboard Maestro costa trentasei dollari. Hey.com offre un sacco di altre funzioni, naturalmente. Si potrebbe argomentare, abbastanza biecamente, che una buona conoscenza di AppleScript vale qualche decina di dollari, moltiplicata per i casi in cui la si mette a frutto.

Non è valore che interessa molto ad Apple, che punta su altri modi per ottenerne. Eppure dovrebbe. Una platea di utenti capace di fare scripting, più capace di altre platee, porterebbe molto valore aggiuntivo alla piattaforma. Speriamo che i Comandi rapidi siano un nuovo inizio.

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Che belle le cose fatte a mano
posted on 2021-05-30 00:10

In Markdown ci sono due modi per inserire link nel testo: inline (l’Url del link segue immediatamente il testo linkato) e reference (Al testo linkato fa seguito un codice di riferimento e in fondo al documento si trovano i riferimenti e gli Url collegati).

Ciascuno ha la sua preferenza, per questioni di leggibilità del sorgente oppure di editing veloce di un link in fase di revisione. C’è anche però chi crea link in Markdown a mano e tende a preferire i link inline, per la ragione che sono più immediati da creare e richiedono meno testo e spostamenti del cursore.

Qui arriva Dr. Drang, per il quale la preferenza è davvero tale e non una ricerca della minore fatica; perché si è fatto un AppleScript per BBEdit che riduce l’impegno della creazione di link reference a un comando da tastiera.

L’AppleScript di Drang guarda la finestra di Safari in primo piano, ne prende l’Url, aggiunge la sintassi Markdown necessaria a creare un link reference e mette l’Url al posto giusto in fondo al documento, tenendo anche conto del suo numero progressivo. Si preoccupa infine – sono i dettagli a fare l’eleganza di uno script – di rimettere il cursore nella posizione migliore per ricominciare a scrivere senza altre manovre.

Tutto questo, per lui, significa Control-L.

Che belle le cose fatte a mano, quando sono script che fanno lavorare il computer invece di fare perdere tempo agli umani.

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Caos calmo
posted on 2021-04-02 00:57

John Gruber ha ragione: la storia dell’automazione per macOS e iOS è semplicemente caotica e non pianificata.

Lo fa citando Jason Snell, che ha ragione pure lui, e spiega che Mac ha bisogno dei Comandi rapidi. Né Automator né AppleScript arriveranno mai su iOS, mentre i Comandi rapidi potrebbero tranquillamente compiere il percorso inverso.

I Comandi rapidi per Snell sono il futuro possibile dell’automazione su Mac, per Gruber – che peraltro non prende posizione – finora si è solo generato caos. Due torti non fanno una ragione, ma due ragioni fanno una ragione al quadrato.

Questo, unito al fatto che Apple sta effettivamente ragionando non su un unico sistema operativo per tutti gli apparecchi, ma su sistemi operativi separati e però sempre più integrati, potrebbe lasciare ben sperare per qualche novità interessante in tema di automazione a Wwdc.

Non c’è fretta. Ma chi ha la vista più lunga ha già cominciato a sfruttare i Comandi rapidi di iOS in modo massiccio e Snell porta esempi convincenti. Il passo successivo è logico, trova posto nelle logiche di Apple e porterebbe qualche ordine nel caos. Incrociamo le tastiere.

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Un addio esagerato
posted on 2021-02-22 02:54

Addio, AppleScript.

Lo scriveva The Eclectic Light Company nel novembre 2016 e, come già fecero Mark Twain e Steve Jobs, oggi AppleScript potrebbe commentare che la notizia del suo abbandono è stata leggermente esagerata.

Molti punti dell’articolo sono indubbiamente validi. Apple non sembra dedicare grande attenzione ad AppleScript (non che sia la prima volta), molte risorse di programmazione sono andate nello sviluppo di Swift e, aggiungerei, l’uso di linguaggi di scripting più vicini a un linguaggio di programmazione classico (Python, per non fare nomi) è letteralmente esploso. Proprio AppleScript, dopotutto, può essere impostato per l’uso di JavaScript al posto di se stesso.

Ciononostante, la tesi di fondo del pezzo è errata, o almeno in cospicuo ritardo:

Mi aspetto che nel 2017 verranno confermate la morte di AppleScript e la sua sostituzione a opera di un nuovo sistema di scripting basato sui playground Swift, che non solo funzionerà su macOS ma offrirà nuove possibilità a chi usa iOS.

Ciononostante, mi piace pensare che Apple sia poco motivata su AppleScript ma una lezione o due l’abbia imparata. E stia sviluppando lentamente qualcosa di meglio del semplice abbandono di AppleScript.

Dalla profezia funesta sono passati più di quattro anni e potrebbe sembrare anche un buon segno. Magari ci fosse una strategia di scripting ad ampio raggio e a regola d’arte, che si sta sviluppando anche se richiede molto tempo per via delle tante considerazioni di cui tenere conto, relativamente al passato, alla compatibilità, all’opportunità di creare ponti tra apparecchi diversi.

Voglio pensare che AppleScript abbia cose utili da dire, anche attraverso una trasformazione radicale, perché no?, e che il momento dell’end tell sia ancora lontano.

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