Content tagged App Store

Gratis costa troppo
posted on 2021-03-10 02:03

Posso dire per una volta che John Gruber sia d’accordo con me, anche se non lo sa.

Nel riprendere un suo post del 2008 sulla novità che allora era App Store, commenta:

non avevo previsto come le app “gratis” avrebbero azzoppato/limitato/distorto il mercato.

Non lo posso linkare ora (i commenti sono una faccenda più spinosa di quello che pensavo e il tempo è poco), ma lo avevo scritto e ribadisco: App Store è anni luce davanti a Play Store per qualità e reputazione e la strada da percorrere è quella del migliore servizio, anche se dovesse perdersi qualche dollaro per strada.

Possono esistere app gratis se sono gratis. Niente pubblicità, niente acquisti in-app, niente abbonamenti, niente. Gratis è gratis.

Fuori da quello che è gratis, qualunque app deve presentare una barriera iniziale di pagamento. 0,99 va benissimo. Da lì in poi può succedere (ragionevolmente) tutto. Quello che non può esistere è lo scaricamento gratis di cose che poi cercano di farsi pagare nei modi più disparati.

Dà una immagine falsata, offre una esperienza torbida, affatica. Si avvisi il navigatore in forma chiara e precisa che quella app prevede qualche tipo di transazione in denaro e niente lo fa più che un prezzo di ingresso.

Al tempo stesso, si avvisi in maniera altrettanto netta che una app è gratis, facendo sì che sia assolutamente vero.

Così, quando scarichiamo una app, sappiamo perfettamente da subito come andranno le cose e tutto sarà più onesto e affidabile.

Il gratis che c’è ora su App Store costa troppo.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

La cura del giardino
posted on 2021-02-14 01:51

A seguito di un nuovo iPhone entrato in casa, la famiglia può giovarsi di tre mesi di prova gratuita di Arcade. Una figlia ha passato i sei anni, l’altra i tre, un’occhiata al servizio l’ho data.

App Store, rispetto a Google Play Store, fa la figura di un centro urbano rispetto a una favela (con tutto il rispetto per chi abita quelle reali, certamente non per scelta). Ci sono problemi, ci sono strade da evitare, tutto potrebbe (sempre) andare meglio, ma ti puoi anche rilassare, fare cose utili, divertirti.

A confronto con App Store, tuttavia, Arcade è la Città Ideale. La selezione è reale e attenta, i giochi sono interessanti anche quando non sono del mio genere, tutto viene via con leggerezza e tranquillità.

In casa si gioca, ma nessuno è giocatore accanito. Pagheremmo più che volentieri Arcade se sostituisse una spesa videoludica, ma non la abbiamo. Quest’anno abbiamo già speso in giochi più dell’intero 2019, diciotto euro di app Toca Boca più 5,49 euro per Castle of Illusion. Solo che è l’eccezione, non la regola. Il 2018 è stato come il 2019, che è stato come il 2017.

Così non ci abboneremo a Arcade. Però ci godremo questi tre mesi come gente di città che può concedersi un soggiorno straordinario nel resort sulla barriera corallina.

Apple viene spesso associata all’idea di walled garden, il giardino recintato, dove il recinto è la parte negativa. Francamente, se guardo Arcade vedo piuttosto un tended garden, dove c’è qualcuno che oltre a recintare il terreno si prende anche cura di che cosa ci cresce.

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