La piattaforma degli animali

Written on 2021-06-25 01:26

Ha scritto George Orwell in 1984:

Who controls the past controls the future. Who controls the present controls the past.

Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.

È stato appena scritto sul Windows Experience Blog:

The web was born and grew up on Windows.

Il web è nato ed è cresciuto su Windows.

Si noti che Orwell non si è espresso rispetto al futuro. Provare a controllarlo ha una legittimità. Controllare il presente invece è una situazione pericolosa per tutti i controllati, dal momento che il controllo del presente consente la manipolazione del passato e quest’ultima è un mezzo non consentito per cercare di prendere controllo del futuro.

È la ragione per cui devo chiedere alle persone di buona volontà di agire, ora, in modo da impedire a questi mentitori, o ignoranti del passato, di prendere controllo del presente.

Non conta che giri questo messaggio o si faccia riferimento a questo blog. È invece estremamente importante che si facciano sapere, forte e chiari, i seguenti fatti:

Questo secondo punto potrebbe essere espanso a piacere. Per restare brevi, Microsoft sottovalutò Internet, figuriamoci il web. Fu solo nel 1995 che Bill Gates inviò ai dipendenti Microsoft il memo The Internet Tidal Wave, l’onda di marea di Internet, in cui scrive:

Forse avete già letto memo miei o di altri riguardanti l’importanza di Internet. Sono passato attraverso numerosi momenti in cui ho accresciuto la mia visione della sua importanza. Ora assegno a Internet il livello di importanza più alto.

Gates si è convinto dell’importanza di Internet nel tempo. Altro che nato su Windows.

Uno dirà, si parla di Internet, non del web. Ok; il web prevede il browser. Mosaic (che nemmeno è il primissimo browser, probabilmente il quarto), primo browser ad acquisire una certa notorietà, è nato su X-window. Microsoft ne acquistò anni dopo la licenza per realizzare Internet Explorer, i cui sviluppi – e il cui tentativo di monopolizzare lo sviluppo e la navigazione del web, che avrebbe dovuto essere patrimonio comune – portarono a una causa antitrust contro Microsoft stessa, senza la quale probabilmente ancora oggi saremmo fermi a Internet Explorer e magari a FrontPage.

Controlli chi vuole: Disney ha registrato il proprio dominio .com con un anno di anticipo su Microsoft.

Bisogna muoversi perché quella riga su quel blog venga emendata, o chi l’ha scritta si porrà per controllare il presente, nello stesso modo in cui i maiali di quell’altro romanzo di Orwell spiegavano che tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri.

Siamo tutti uguali, invece.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

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