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Intelligenza superficiale

Gpt-3 è un lavoro di prima classe nell’ambito dell’apprendimento meccanizzato. Cambierà la prospettiva su molte cose, per esempio sullo sviluppo web.

La sua padronanza del linguaggio naturale, che riempie in questi giorni siti e social con esempi impressionanti di articoli brevi, è uno specchietto per le allodole. Di intelligente non c’è nulla di nuovo rispetto a vent’anni fa, se non un lavoro certosino di affinamento di certi algoritmi e filtri, poderoso nello sforzo, sofisticato nella sua precisione, ben lontano dall’intelligenza artificiale.

Fossi un ricercatore, mi toccherebbe scrivere un saggio che, a partire dal sempre verde Gödel, Escher, Bach: un’Eterna Ghirlanda Brillante, mostra come, se l’intelligenza artificiale è il Parmigiano Reggiano, Gpt-3 sia la crosta. Ripulita, grattugiata, è buonissima. Il cuore della forma è altra cosa, però.

Anche la lettura di Concetti fluidi e analogie creative, meglio se in originale (gratis!), aiuterebbe a capire come questa, fosse intelligenza, sarebbe superficiale.