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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Quattro innovazioni

Cambiare la modalità di utilizzo di una categoria di prodotti. C’erano i computer, poi è arrivato Macintosh. Qualunque computer in vendita oggi discende da lì. Qualunque sistema operativo ha una interfaccia grafica possibile che si ispira a quei principî.

Cambiare la destinazione di utilizzo di una categoria di prodotti. C’era chi definiva iPhone un telefono perché, in una schermata con dodici app, ce n’era una che effettivamente faceva telefonare. Le cose che facciamo con un iPhone, o con Android se è per quello, sono tuttora insospettabili per tanti dirigenti Nokia che ancora soffrono di incubi notturni.

Cambiare il concetto alla base di un prodotto. Sono esistiti computer a tavoletta ben prima di iPad, ma iPad ha saputo rivoltare come il classico calzino il concetto fondante.

Catalizzare l’innovazione. Mettere sul piatto qualcosa che non sai dove andrà a parare, pronto a essere sorpreso da quello che ci farà il mondo. Magari per arrivarci devi essere innovativo tu stesso, magari no; quello che conta è che il qualcosa permetta di esplorare, sperimentare, aprire strade nuove.

Non so se lo studio in corso di allestimento a Stanford porterà veramente all’impiego di watch come strumento di diagnosi preventiva di Covid-19. Penso che neanche a Stanford lo sappiano.

Se però lo studio avesse successo, watch sarebbe stato catalizzatore di una innovazione formidabile che veramente, totalmente nessuno avrebbe saputo non dico prevedere, ma neanche immaginare.

Vorrei vederli, quelli che Apple non innova più. Già per il fatto stesso che una ricerca autorevole sia avviata, una autocritica costituirebbe una posizione onesta.