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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Sentenzia da casa

Perfino l’asilo della primogenita ha improvvisato comunicazione e distanza tra le maestre e i piccoli. La scuola si è trovata circa inesistente nel momento in cui le aule sono diventate inaccessibili e tra le maestranze c’è fermento, sia positivo che negativo.

Si possono leggere su Facebook post ad alta densità di insegnanti e si scopre quanto sia composita la categoria.

Non conosco lo stato delle cose da dentro, visto dal docente professionista, che ha da misurarsi con il ministero, il programma e mille burocrazie.

La sensazione però è che una vasta maggioranza viva l’improvviso ricorso alle lezioni a distanza come un colpo di scena inaspettato, al quale reagire, certo, ma da posizioni di scarsa preparazione ed esperienza, per non parlare delle conoscenze tecniche.

Vorrei capire se e quanti di questi docenti che scoprono la scuola online per la prima o quasi, siano al lavoro per aggiornarsi e integrare il loro eccellente bagaglio analogico con buone nozioni di insegnamento digitale.

Niente di incredibile, eh. Anche un percorso da Ground Zero in avanti, che so, l’esplorazione di Insegna da casa di Google. Cose semplici, di base, in italiano, specifiche, gratis. Ovviamente vengono enfatizzati gli strumenti di Google, ma la tara si fa facile.

Quando inizierà a tornare la normalità, quanti docenti saranno più preparati di prima alla didattica a distanza e all’uso del digitale?

Vorrei sbagliarmi, però l’atteggiamento prevalente sembra quello di chi ha aperto malvolentieri l’ombrello e aspetta che spiova, con commenti su quanto è tutto malfatto, sbagliato, difficile, negativo. E che giustamente si auspichi il ritorno in aula, per seppellire con un macigno l’esperienza presente e dimenticarla a velocità smodata.

Mi sbaglio?