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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Sulla distanza

IPad ha appena compiuto dieci anni come epitome del computer modulare e in questi giorni lo uso sempre più spesso.

Così mi accorgo di dove lo stato dell’arte è ancora inferiore a Mac: oggi, per esempio, Editorial ha stentato alle prese con un file testo ostico, da due megabyte. C’era di mezzo anche la sincronizzazione con Dropbox, ma non ci sono scuse: su Mac un file di testo da due megabyte neanche inizia a essere un problema.

Più che una critica a Editorial che continuo ad apprezzare, è una constatazione rispetto alle condizioni del campo di gioco. Infatti Editorial è quello che se l’è cavata meglio rispetto a Kodex e Drafts. Test complessivamente piccolo e di nuovo lo stesso rimarco: un file due megabyte non può imbarazzare un buon editor. Sentivo BBEdit sghignazzare su Mac mini nell’altra stanza.

Me la sono cavata barando: mi sono collegato in ssh a Mac e, da Prompt, ho lanciato emacs su iPad.

Ambiente da levigare, rispetto a un uso su una tavoletta. Come scorciatoia occasionale, tuttavia, ha funzionato alla grandissima.