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Sic transit MediaTemple

Ignoro quando verranno lette queste note, che accompagnano il trasferimento della mia famigliola web da MediaTemple a Linode.

La mossa somiglia a uscire da una palazzina condominiale per entrare in una villetta unifamiliare, di quelle che tanti si costruiscono almeno in parte da soli. MediaTemple è un disco virtuale fatto per lo hosting, dove basta nulla per avere un sito funzionante; Linode mette a disposizione una macchina virtuale, un computer completo che può anche, ovviamente, fare hosting. Potrebbe però fare qualunque altra cosa e per questo ha bisogno di essere configurato da zero o quasi.

Quest’ultimo è un problema e un vantaggio allo stesso tempo; aumenta il mio controllo e, per contrappasso, le cose che devo saper fare per esercitarlo.

Un altro vantaggio è di natura economica: dispongo di risorse superiori e più versatili a un quarto del costo. Avevo scelto una soluzione a prezzo di mercato ai tempi ed è così anche oggi, nessun genio, nessuna astuzia; semplicemente, l’offerta si è evoluta nel tempo in direzione di più prestazioni, più convenienti. MediaTemple era un provider piuttosto innovativo ai tempi, mentre oggi è una costola di GoDaddy, una sorta di Aruba a stelle e strisce. Linode è una bella realtà basata fortemente sul software libero e sul cloud, che nel tempo si è resa accessibile anche a persone disposte a sporcarsi un po’ le mani senza essere per forza amministratori di sistema.

Chiudere il contratto con MediaTemple è stato semplicissimo e veloce; il servizio si spegnerà da sé nel giorno in cui avrebbe altrimenti addebitato il canone annuale. Accendere un account con Linode è stato simmetricamente indolore, a parte alcune ore di attesa (dichiarate in anticipo) per avere la conferma dell’attivazione.

La prima mossa è stata andare su Network Solutions, il mio gestore dei dominî, e cambiare i nameserver, l’anello di congiunzione tra indirizzo IP (l’identificativo numerico di un sito) e nome di dominio (il suo nome umano). Tra qualche ora o qualche giorno i browser che cercano macintelligence.org riceveranno istruzioni per trovarlo su Linode anziché MediaTemple. (Anche Network Solutions è una scelta obsoleta che andrà cambiata, ma meno urgente). Per inciso è la causa di eventuali disservizi nei prossimi giorni.

La parte interessante dell’esercizio è che, su Linode, i browser troveranno niente di niente. Al momento, infatti, sulla mia macchina virtuale funziona solo un Linux Debian fornito da Linode (è scelto tra numerose alternative, tutte distro diverse di Linux). Devo configurare quanto mi serve e comincio adesso. Racconterò come è andata.