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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Alla venticinquesima

L’unica storia degna di essere raccontata oggi è quella della venticinquesima annata di PCalc.

Da un quarto di secolo c’è una calcolatrice che mai ha deluso, gira ovunque purché sia Apple ed è sempre aggiornata nonostante contenga ancora al proprio interno qualche pezzo del codice originale del 1992, scritto sufficientemente bene da sfidare il tempo.

Cinque anni fa, in occasione del ventesimo anniversario, l’autore di PCalc James Thompson ha riassunto la storia del programma dalle sue origini. Lettura semplice ma esemplare. L’ho già detto: se un programma indipendente dura venticinque anni, ha dentro qualcosa che trascende il banale fatto bene.

Ai prossimi.

Ricorsi e soccorsi

Sono giorni di storie che preferiamo a lieto fine e di buoni sentimenti.

Troverei assolutamente in questo spirito la riuscita dell’iniziativa del Museum of Art and Digital Entertainment, che si batte per preservare i giochi online abbandonati dai loro produttori.

Si tratta di giochi per i quali è necessario un server in funzione, che spesso non sono giocabili con una sola persona in linea, per non parlare delle questioni tecniche generalmente associate a software che nessuno più manutiene e, infine, alla protezione anticopia. Il museo sta cercando l’esenzione dai regolamenti antipirateria nei casi in cui fosse necessaria una violazione formale delle leggi sul diritto d’autore per riuscire a salvare un gioco abbandonato.

La problematica è analoga a quella dei volontari del progetto Mame, impossibilitati dalla legge a lavorare con certe Rom di videogiochi dei quali è svanito qualsiasi proprietario fisico o giuridico.

Spero che riescano, sarebbe una bella storia per il nuovo anno. I videogiochi online sono una parte della nostra cultura da qualunque parte li si veda e per qualcuno pure della storia.

Faccio un po’ più di fatica a comprendere articoli del calibro di Come digitalizzare i vinili. Ma non suonavano meglio del digitale? Ma il digitale non si perdeva mentre l’analogico si conserva?

Oppure è un articolo per ritardatari. Anch’io possiedo tuttora dei vinili. Ma siamo sicuri che per tempo e costi non sia meglio prendersi un CD, se proprio gli store online paiono segni della decadenza della civiltà?

Tutto scorre

Sarebbe il milleseicentosessanquattresimo post qui pubblicato, in accordo con mimmo che li ha fatti contare a R.

Auguro ai meritevoli di avere letto per tempo la guida di Ars Technica ai migliori giochi da tavolo del 2017 e che, terminato anche l’ammazzacaffè, ci sia da passare il resto della giornata in modo divertente. Altrimenti sotto con Amazon, si fa più che in tempo per i prossimi giorni.

Federico Viticci ha pubblicato la sua selezione delle settantacinque migliori app iOS, che va letta con una mano sull’ID Apple per regalarsene una.

Sento lo spirito del tempo soffiare dentro i live di Kraftwerk 3-D, anche se si tratta di ultrasessantenni.

Potrei proseguire a lungo. Tutto continua a scorrere incessantemente.

Ma oggi è Natale. Buona festa a tutte le persone buone.

Condizioni a contorno

La situazione equivoca di cui parlavo un anno e mezzo fa relativa a Battle for Wesnoth si è chiarita.

Ora su App Store sta una versione unica della app, aggiornatissima, in mano a chi si occupa dello sviluppo generale del gioco e non a carneade che abusano della facoltà di mettere mano su codice open source.

Battle for Wesnoth per iOS costa 4,49 euro che vanno certamente a contribuire alle spese di mantenimento del progetto o a compensare sviluppatori volontari. Niente ambiguità, niente equivoci. Le condizioni a contorno sono proprio cambiate.

La butto lì. Se alla vigilia di Natale manca ancora il temibile pensierino per qualcuno provvisto di iPad, è un regalo intelligente e senza impegno che vale sei o sette volte il suo prezzo.

Intanto auspico per chiunque legga questi bit di poter passare questo tempo pensando a regali, amici, amori, parenti, affezioni in serenità e gioia. Negli ultimi mesi mi è capitato per ragioni di vita e lavoro di arrivare a fine giornata senza un post; in quei momenti vado a letto con la sensazione dell’incompletezza. Il vero appagamento è essere in compagnia e Natale possa essere per ognuno l’epitome dell’appagamento.

Auspici positivi e a risentirci ogni giorno, chi vuole.

Un manifesto

Ora come ora sono un BBEditiano puro (tra l’altro la versione 12 appena uscita ha aggiunto l’unica cosa che un po’ si poteva invidiare ad altri editor di testo). Scrivo prevalentemente in Markdown o anche in Html diretto, dipende (anni di personalizzazione fanno sì che io abbia una combinazione di tastiera per ogni tag importante e la velocità di scrittura in Html sia praticamente quella del testo normale).

Mangiare il panettone

Si era parlato delle difficoltà di Ambrosia Software e oggi, capitando casualmente sulla pagina home della società, constato che si apre una volta sì e tre no.

Le pagine interne a volte rispondono e altre volte, più spesso, no.

Pare che non sia stato annunciato con nettezza ma che i fatti portino alla conclusione più logica: si è conclusa anche la storia dei creatori di Maelstrom. Ambrosia Software non mangerà il panettone quest’inverno.

La pagina ufficiale de facto del gioco (che si salva dall’oblio per via del passaggio, anni fa, alla licenza open source) riporta persino il file binario per giocare a BeOS, quello che in un universo parallelo è diventato il sistema operativo di Apple del XXI secolo in luogo di Mac OS X (oggi macOS). Commovente.

Ambrosia ha realizzato tante altre cose anche più utili di Maelstrom, ma preferisco ricordarla per questo: un giochino che sta in 3,8 megabyte, funziona anche sui Mac odierni (almeno fino a El Capitan) ed è capace di coinvolgere come se fosse stato approntato ieri.

Non si gioca più

Ho accennato numerose volte al linguaggio di programmazione Swift ideato da Apple per sostituire il vecchio Objective-C e ora open source, liberamente adottabile anche fuori da un Mac.

Conteggi magici

Script e automazione, i veri tesori sepolti dentro i computer che usiamo, spesso inconsapevolmente, per lavorare noi invece che fare lavorare loro. Non esiste altro patrimonio altrettanto sottovalutato.

Qui, uno script bash per contare le pagine dei Pdf presenti nelle cartelle selezionate, una o tutto il sistema.

Difficile. Certo, ma c’è valore. Non è che una cosa difficile abbia valore di per sé, ma questa, senza Terminale, come si fa?

Interessante perché mostra la potenza di alcuni comandi che possiamo anche eseguire a mano quando serve e che aspettano lì, nella finestra poco amica della shell.

Notevole nell’individuare le aree di miglioramento: lo script che impiegava due minuti a completarsi, ora impiega dieci secondi.

Se anche dovessero passare le vacanze a decifrare il senso di queste rune magiche, beh, sarebbero passate ad avvicinarci alla magia. Con la quale tutto è possibile.