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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Le frontiere dello sviluppo

Curiosa la notizia che a quasi tre anni di distanza dalla presentazione sia imminente il supporto di Magic Trackpad 2 da parte di Linux.

Ancora più curioso che lo si debba a un ingegnere di Google. Il mondo open va così.

Da notare soprattutto che, guardando questa pagina GitHub, si noti un buon numero di persone effettivamente interessate alla cosa. Non si tratta del virtuosismo fine a se stesso di un programmatore, ma aiuterà un po’ di gente.

Gente che, se non tutti almeno a maggioranza, disporranno di un Mac. Sul quale, sempre la metà più uno di sicuro sta usandolo per lavoro, probabilmente per sviluppo software.

Potrebbe essere l’indicatore più indiretto della diffusione professionale di Mac che abbiamo trovato finora.

Avvistamenti / 1

MacBook Pro in mano all’organizzazione del TedX Modena di ieri.

È il quinto che viene organizzato nel giro di due anni e la formula deve rispondere a criteri precisi di efficienza e organizzazione, per potersi fregiare del marchio TedX. Non c’è un requisito sui computer ma appunto, potendoli scegliere, succede che si vedano MacBook Pro.

MacBook Pro a TedX Modena

Mannaggia al fotografo

Anche quest’anno Austin Mann si è sobbarcato la fatica di collaudare a livello professionale la fotocamera del nuovo iPhone e, dopo Guatemala, Ruanda e Svizzera, gli è toccata la faticaccia di un viaggio a Zanzibar.

Dobbiamo capirlo e apprezzarne lo spirito di sacrificio.

Battute a parte, Mann scrive che da un aggiornamento esse di iPhone non si aspetta di solito grandi cose, ma stavolta i progressi della fotocamera sono huge (ingenti, enormi). A proposito della funzione di Smart Hdr:

Non ho mai lavorato con una fotocamera capace di equilibrare la luce in questo modo; né che ci sia arrivata vicino.

Il progresso da iPhone X a iPhone XS, in termini fotografici, è davvero rilevante e non ci vuole l’occhio del professionista per finire con la mascella pendula dalla sorpresa.

Che l’occhio del professionista parli (è una figura retorica) in questi termini di un’apparecchiatura andrebbe tenuto in ugual conto. Mannaggia al fotografo che non si sente abbandonato e scatta immagini prodigiose con un telefono.

C’è avventura e avventura

Ho già versato a suo tempo la quota di nostalgia richiesta per poter parlare di Myst, che stando a *FastCompany** ha compiuto venticinque anni ahimé ieri.

Forse per necessità di trovare a tutti i costi qualche cosa di nuovo su un argomento già coperto, l’articolo si avventura su una strada bizzarra cercando di montare una polemica secondo me risibile su come il gioco di Cyan abbia creato problemi all’allora fiorente mercato delle avventure testuali.

Nel mio piccolo, ricordo niente del genere. Semmai, quel mondo statico ed enigmatico faceva venire voglia di avventura. Erano altri tempi, bastava avere dell’immaginazione al momento di leggere una breve descrizione.

In ogni caso l’articolo si riscatta prima della fine e vale la lettura. Anche Myst vale la pena di una piccola riscoperta, certo nei modi moderni che ho linkato sopra (credo che le macchine in grado di fare girare il suo Cd-Rom si contino sulle dita di due mani, che non metterei sul fuoco per scommettere che il Cd-Rom funzionerebbe).

Devo dire che se avessi tempo e voglia di calarmi in una vertigine, un quarto di secolo dopo Myst, la sceglierei testuale come un Mud. I moderni mondi virtuali sono talmente estesi e popolati che ci si fanno dentro un sacco di cose interessantissime e divertenti. Ma quella sensazione di avventura data dal silenzio e dalla luccicanza del paesaggio, no, quella è rimasta dentro la creazione di Atrus.

Per me Apple lo fa apposta

Scrive Andrew Cunningham per Ars Technica:

Collaudo iOS su sistemi vecchi da sei anni e non ho mai visto una versione che migliorasse effettivamente le prestazioni su hardware datato. Al meglio, aggiornamenti come iOS 6, iOS 9 e iOS 10 non hanno peggiorato le cose più di tanto; al peggio, aggiornamenti come iOS 7 e iOS 8 hanno fatto sentire davvero vecchi apparecchi che lo erano. Chiunque disponga di un apparecchio vecchio può aggiornarlo con sicurezza a iOS 12 senza preoccuparsi della velocità, ed è una gran cosa. E anche sui sistemi più recenti si noterà un miglioramento (il mio iPad Air 2, che con iOS 11 aveva cominciato a mostrare la sua età, va alla grande con iOS 12).

Un altro passo della diabolica strategia di Apple per costringere la gente a comprare iPhone nuovi: velocizzare quelli vecchi. E si parla di terminali acquistati nel 2013: cinque anni, in questo mondo, hanno il sapore dell’eternità.

Come cerchi

Diffido delle funzioni di sistema legate alle abitudini personali e così ero scettico nei confronti di watch e del suo sistema di cerchi da completare facendo movimento, facendo esercizio e trovando modo di stare in piedi durante il giorno.

Mi sono ricreduto nel tempo. Il sistema è rilassato e rilassante; invece che dare ordini, tende a suggerire nel tempo buone abitudini. In nessun caso mi sono trovato a consultare febbrilmente watch per vedere a che punto erano i cerchi e invece il riepilogo del lunedì mattina è diventato una piacevole abitudine. È una cosa buona, insomma.

È rinfrescante leggere lo stesso tipo di considerazioni nella enciclopedica presentazione di iOS 12 di Federico Viticci su MacStories.

Il link porta direttamente alla pagina che tratta delle app e funzioni preposte a monitorare l’uso del sistema e porvi limiti. Raccomando in particolare là lettura di questi passaggi, anche se la recensione è tuta di livello molto alto; si vede chiaramente come il software non sia volto a cambiare le abitudini o imporre dei comportamenti, bensì a fornire informazioni. Se salta fuori che passi un sacco di tempo a scorrere la timeline di Facebook, sei tu a decidere che è troppo, o troppo poco, e decidere se orendere provvedimenti.

Il software non ti fa cambiare abitudini ma ti dà la base informatica per, eventualmente, farlo. È una differenza sottile ma importante, che Apple ha colto molto bene, sui dati di uso di iPhone/iPad come sui cerchi colorati di watch.

Sudditanza psicologica

Huawei provoca le persone in fila per l’acquisto di iPhone, con la distribuzione di batterie supplementarihttps://appleinsider.com/articles/18/09/21/huawei-trolls-apple-by-handing-out-power-banks-to-customers-waiting-in-line-for-an-iphone-xs accompagnate dal messaggio Ti serviranno.

Samsung non si tira indietro, quando c’è da sfottere Apple.

Sono anche cose divertenti che fanno parlare, però spostano poco o niente in termini concreti.

Odyssey è del 1987, trentuno anni fa. John Sculley non passerà alla storia come il migliore amministratore delegato di Apple, ma nel libro racconta come arrivò a un passo dalla vetta di un gigante quale Pepai: inventò una strategia che cambiava le regole del gioco e colse impreparata Coca-Cola. Fu così che il numero due riuscì in clamoroso sorpasso.

Distribuire batterie non cambia niente. Samsung vende quasi sempre più terminali di Apple. Secobdo me i loro dirigenti marketing non hanno letto Odyssey.

E continuano a giocare contro il numero uno con le regole create da quest’ultimo. Tutto resta com’è e, nello schermo, continui a riconoscere al numero uno il suo ruolo.

Sudditanza psicologica.

Comandi

C’è stato molto tempo per preoccuparsi dello stato di salute dell’automazione individuale nell’ecosistema di Apple, ma ora che c’è iOS 12 si può almeno essere sicuri che su iOS c’è vita, ottima e abbondante: come si scriveva a giugno, Apple ha completato in modo positivo e incoraggiante il processo di integrazione della app Workflow, comprata apposta.

Workflow è diventata Shortcuts — Comandi in italiano – e Apple ha pubblicato un’ottima guida all’uso, semplice e completa.

Di tutte le letture possibili su iOS 12, io mi concentrerei su questa. Spalanca la porta a un’esperienza di utilizzo superiore più di mille nuove funzioni a portata di dito.

Sensore a sensazione

Pochi giorni e John Gruber ha già scritto su Daring Fireball del suo test con il nuovo iPhone XS.

Il riassunto è che, arrivando da un iPhone precedente al modello X, si tratta di un aggiornamento da prendere in considerazione. Arrivando da un iPhone X, c’è un miglioramento decisivo in un’area singola: foto e video.

Nell’articolo appaiono un paio di confronti fotografici che levano ogni dubbio. La parte degna di nota è che Gruber ha voluto capire come sono stati raggiunti i nuovi livelli di qualità.

La risposta è che sulle foto lavora, oltre a processore e processore grafico, anche la rete neurale inserita in un chip apposta, per applicare miglioramenti in simultanea con lo scatto. È qualcosa che senza una rete neurale a bordo è impossibile fare, almeno non in tempo reale. Gruber specifica che Google ha una intelligenza artificiale superiore a quella di Apple, ma senza chip a bordo un apparecchio Android può solo lavorare via cloud e ottenere risultati straordinari, ma sempre a posteriori e lavorando su un file Jpeg. iPhone XS lavora sui dati rilevati dal sensore. A velocità smodata:

Quasi confonde vedere quanto è veloce la fotocamera a fare cose mentre acquisisce una immagine o il fotogramma di un video. Un metodo consiste nel creare una immagine e poi applicarle il machine learning. L’altro è usare il machine learning per creare l’immagine. Un modo in cui Apple ottiene questi risultati con il video è mediante l’acquisizione di fotogrammi addizionali tra un fotogramma e un altro, sempre filmando a trenta fotogrammi per secondo, perfino in 4K. L’inteno percorso di input/output tra sensore e Neural Engine è talmente veloce che la fotocamera di iPhone XS può manipolare fotogrammi di video 4K come Neo si sbarazza dei proiettili in Matrix.

Altra fonte dei miglioramenti della resa fotografica è il sensore: più grande del 32 percento. È un dato enorme in un terminale e in un mercato che evolve da oltre dieci anni. Si pensi che per necessità ottica, il sensore è stato ingegnerizzato in modo che sia più lontano dall’obiettivo di quanto sia stato fatto finora. Pensando a quanto è sottile un iPHone, deve essere una specie di record di progetto e forse un miglioramento successivo richiederà mezzi di distribuzione alternativi.

Non è tutto. Nel fare il sensore più grande, Apple ha conservato la risoluzione ormai tradizionale di dodici megapixel. E ha prodotto pixel più grandi. Che acquisiscono più luce e producono maggiore accuratezza.

Apple non ha parlato di questo sensore. Ma i fotografi lo faranno.

Gli assuefatti

Mi è capitato recentemente di sentir dire che chi usa Apple sia una specie di monomaniaco perché mal sopporta l’uso di sistemi operativi diversi.

Non entro del merito delle cose alternative che si possono fare in termini di sistema operativo, da Linux in giù. Continuo a usare la mia macchinetta virtuale per fare esperimenti e pasticci con FreeBSD, ma non conta: di questi tempi basta perfino il gratuito VirtualBox per accendere decine di macchine diverse, con i sistemi operativi più disparati.

Ho anche usato Windows in qualche momento della vita, al lavoro presso Virgilio per esempio. Neanche questo conta, il lavoro è un’altra cosa.

Invece, in ambito Apple, pensavo ai sistemi operativi che ho usato: ProDos, la prima serie per Mac (culminata con System 7, MacOS 8, MacOS 9), Newton OS, Mac OS X/OS X/macOS, iOS, watchOS, tvOS. Forse dimentico qualcosa e comunque la classificazione non è rigorosa; per esempio non conto qualsiasi cosa facesse funzionare Apple IIgs.

Certo molte cose hanno punti di similitudine evidenti e anche abbondanti. Non sono la stessa cosa, però. Se mi siedo alla scrivania, vedo una barra dei menu, finestre, un puntatore sullo schermo, menu a discesa. Se prendo in mano iPad, ho una griglia di icone. macOS si basa dal 1984 sull’idea che tutti i comandi a disposizione debbano essere esposti nel modo più evidente possibile. iOS si basa sull’idea che le opzioni a disposizione vengano scoperte attraverso i gesti. Sono due punti di partenza antitetici e, per quanto l’icona delle Impostazioni sia uguale, è inevitabile constatare una diversità di fondo.

Mentre uno che usa Windows lo usa sul telefono, sul computer, sulla tavoletta. È sempre quello, con le inevitabili eccezioni che vengono dagli schermi e dai meccanismi di interazione; ma è sempre quello.

Eppure gli assuefatti sono quelli di Apple.