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Cento di questi fascicoli

È uscito da un paio di settimane il fascicolo 5 del volume 4 della Art of Computer Programming di Donald Knuth, ultraottantenne autore di musica per organo nel tempo libero e indefessamente al lavoro sul proprio opus magnum, uno che non andrà in pensione neanche a quota duecento.

La pagina delle notizie sul suo sito personale rimarrà nello stato attuale per poco, avvicinandosi l’anno nuovo. Knuth scrive di avere 10000 anni (in base tre), propone un enigma grafico, accenna alla pubblicazione in ebook di uno spin-off del materiale non più disponibile in cartaceo, e accenna ai contenuti del fascicolo appena uscito:

Vengono forniti oltre 650 esercizi, attentamente organizzati per l’autoapprendimento, con risposte dettagliate e, in effetti, a volte anche con risposte alle risposte.

Tra volumi, fascicoli, revisioni, edizioni e integrazioni varie fatico a seguire efficacemente lo sviluppo dell’opera. Nei momenti di stanchezza e frustrazione – una o due volte l’anno accade – mi sorprendo a chiedermi in che momento Knuth lascerà ai posteri la fine del lavoro.

Poi mi riprendo e so di nuovo che l’omaggio migliore da tributare a quest’uomo è considerarlo immortale, almeno fino a che arriverà la sua firma dopo l’ultimo paragrafo dell’ultimo capitolo dell’ultimo volume.

Dopo di che diverrà immortale veramente, assieme a Leonardo, Einstein, Michelangelo e qualche altro. Cento di questi fascicoli, Donald.