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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Caduto in trascrizione

Se ascoltiamo la voce di Bloomberg, notoriamente diversa da quella di un adoratore di Apple a prescindere, impariamo che i nuovi iPhone sono davanti a tutti nella qualità del video, da tempo, e che la serie Pixel di Google risultava migliore di iPhone nelle foto.

Solo che i Pixel 4 di quest’anno hanno perso il vantaggio sulle foto e hanno pure la batteria peggiore. Sempre Bloomberg riferisce che la batteria è la prima priorità dell’acquirente medio, non il prezzo, per cui anche il fatto di costare qualcosa meno vale fino a un certo punto nel valutare l’acquisto di un Pixel.

L’unica cosa che si potrebbe veramente invidiare ai nuovi computer da tasca di Google è la loro funzione di trascrizione automatica dell’audio, gratuita e attiva anche in assenza di rete.

Non comprerei un Pixel 4 solo per quello (altrimenti la funzione sarebbe tutt’altro che gratuita) e devo dare ragione a Bloomberg quando scrive che si tratta di una novità molto interessante, solo che non sposterà in alcun modo le scelte di chi compra.

In pratica anche Google è finita dietro Apple nella competizione per il mercato delle tasche e delle borsette. Qualsiasi discussione sulla scelta tra iOS e Android finisce per ruotare attorno a un unico componente, il prezzo, perché sul resto non c’è più niente da dire o quasi e quel poco che ci sarebbe scompare un pezzo per volta, iterazione dopo iterazione di prodotto.

Anche la classica diatriba non sono computer, sono telefoni, perde di significato. Un oggetto che trascrive automaticamente l’audio di una conversazione, da solo e senza aiuti, potrà mai essere un telefono? Insomma, il mondo smartphone è ancora un po’ più scontato e presto ci sarà ben poco da dire di interessante sulle evoluzioni di hardware e software, come già accade per desktop e portatili.