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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Nuovi computer crescono

In un periodo difficile per scrivere (niente di che, puro sovraccarico) è contrappasso che arrivino le novità più ghiotte.

I nuovi iPhone ricevono recensioni definitive rispetto alla superiorità sulla concorrenza. Certo, se venissero lette il mondo sarebbe un posto ancora più noioso di Facebook.

Gli watch serie 5 convincono per la diversificazione dei materiali e le nuove funzioni, soprattutto una: l’always on dello schermo. watch è sottovalutato al punto che si accinge a superare Mac nelle vendite e pochissimi danno segno di accorgersi che ha, diciamo, un successo modesto eppure consistente.

La novità che preferisco è iPadOS 13.1. Non è un computer? Parliamone, purché sia dopo la lettura di Federico Viticci su MacStories. Sì, trenta pagine. Che finiscono così:

Mentre cala il sipario sui primi dieci anni di iPad, qualunque cosa riservi il futuro, Apple ha deciso che per la tavoletta è tempo di crescere e sta permettendo a iPad di vivere la sua avventura su misura. Ispirato da Mac, con i piedi ben piantati nella tradizione di iOS, senza paura del domani.

iPad è stato il mio computer per tutta l’estate. Ora passo più tempo su Mac ma, quando prendo la tavoletta, non sento alcuna diminutio nelle mie possibilità. Dopo dieci anni di iPad, tutto sembra tranne che un progetto al tramonto. E viene da essere positivi e ottimisti più che mai su quello che ci aspetta per la nostra vita di computing. La quale è tangente in più di un momento alla vita in generale.