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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Sogni e realtà

Finalmente sono riuscito a guardare il keynote della WWDC. Piccole note a riguardo.

tvOS. Apple ci crede molto e ne è prova l’avere presentato come primissima novità della mattina una propria serie TV. Vogliono farla diventare una vera piattaforma di intrattenimento televisivo, dall’home cinema fino ai videogiochi. La compatibilità con i controller di PlayStation e Xbox è significativa, in un’azienda che adotta i prodotti altrui sempre con una certa cautela (eufemismo).

watchOS. Quatto quatto, watch fa sempre più cose. Adesso misura i decibel e avvisa se il livello di rumore è eccessivo, tiene traccia del ciclo mestruale, espande la copertura dell’attività fisica, ha un App Store riprogettato, audiolibri, calcolatrice… sempre più watch è il coltellino svizzero del software e dell’attività quotidiana. Non fa rumore, non viene strombazzato, ma dove altro vuoi andare? La concorrenza gioca in un’altra serie.

iOS. Facile dire che è una revisione incrementale. Hanno rifatto le mappe da capo (speriamo di vederle anche da noi nel 2020), hanno cambiato la voce a Siri, hanno migliorato le prestazioni. Lo sblocco di Face ID velocizzato è stupendamente ergonomico. Il Dark Mode è sopravvalutato; di notte piace anche a me scrivere a letto con il testo bianco su fondo nero, ma è tutto. Evidentemente c’è richiesta. A contorno, novità su CarPlay, sull’accessibilità, Airpods, HomePod… rispetto ad anni scorsi, uno direbbe che hanno moltiplicato gli ingegneri con una bacchetta magica.

iPadOS. In altre occasioni, questo avrebbe potuto essere un annuncio centrale e invece era uno dei tanti. Finalmente iPad riceve attenzione specifiche e si vede tutto. Da novembre iPad Pro ha preso sempre più spazio nella mia routine giornaliera e veramente non vedo l’ora che arrivi il nuovo sistema. La visione dei siti in modalità desktop, la gestione dei font, una app Files degna di questo nome, tutte le migliorie al multitasking promettono meraviglie. La possibilità di usare iPad come schermo ausiliario oppure tavoletta grafica per Mac è tutt’altro che inedita ma, se just works come ci si aspetta da Apple, cambierà la vita di molti. Non uso Apple Pencil; se la usassi, farei fatica a prendere sonno per l’adrenalina. Nove millisecondi di latenza sono incredibilmente pochi.

macOS Catalina. Mac va incontro a una transizione importante e forse due; quello che si vede in questa occasione è solo l’inizio. Le novità in sicurezza e privacy fanno preoccupare chi teme una chiusura della piattaforma verso tutto quanto non arriva da App Store. Le riflessioni di Riccardo, per esempio, sono molto sensate e da leggere nonostante siano state scritte prima del keynote. Ricordo però di avere letto perplessità di questo tipo quando fu introdotto Gatekeeper. Sono passati sette anni e non c’è traccia di limitazioni a quello che posso scaricare. Tim Cook ha tenuto a far sapere che Mac è benvoluto e la presentazione di Catalina lascia pensare che sia vero. Non lo fosse, tutto quello che accade intorno a Mac finisce per andare a suo vantaggio; la sola idea di avere un iPad Pro usabile come tavoletta grafica è succulenta, per quanto la miglioria sia da attribuire a iPadOS.

Mac Pro e Pro Display XR. Non metto neanche un link perché preferirei parlarne quando esistono veramente sul mercato e quando veramente qualcuno li usa per attività che richiedano veramente la potenza di calcolo e di resa visiva presentate. La mia impressione è che il concetto di pro sia cambiato un bel po’ negli ultimi vent’anni. A sputare veleno sui social sono i pro che lo erano vent’anni fa quando voleva dire comprare il Mac più costoso perché era quello che ti faceva risparmiare tempo. Adesso il concetto è diverso: prendi un Mac Pro perché devi mettere insieme ottocento tracce su Logic oppure monti video 8K e un Mac Pro è l’unica possibilità di farlo decentemente. Il professionista non è più l’angelo dalla faccia sporca, un po’ eroe un po’ guerrigliero che smanettava con le estensioni del System alla ricerca di quella incompatibile; è concentrato sul lavoro da fare e non sulla macchina che lo fa. I discorsi di prezzo, compresi quelli sullo stand da mille dollari, lasciano più che mai il tempo che trovano e mettono in una posizione antipatica, perché implicano un giudizio su chi li fa e si trova usualmente in una posizione da mosca cocchiera o da volpe che trova acerba l’uva. Si può avere un PC che fa lo stesso a meno prezzo, certo, come no? Quando ero giovane ho toccato i duecento orari su una Saab 900 e su una Uno Turbo.

Tecnologie trasversali. La parte veramente interessante del keynote è stata questa. Realtà aumentata, accessibilità evoluta. La ragione per vedere il filmato del keynote è la clip del disabile che si organizza un’occasione speciale (no spoiler) con Voice Control. Il risultato sta tra la commozione e l’esultanza, perché veramente Apple sta facendo di tutto per non lasciare indietro nessuno. E non ne avrebbe bisogno.

Nessuno ha parlato, in particolare, di Swift, che guadagna il nuovo framework Swift UI. Chi vuole cimentarsi con le app ha tra la mani un’occasione straordinaria per semplificarsi il compito. Capisco tutte le nostalgie per HyperCard, ma il mondo è andato avanti e ora magari hai un’idea per svolgere un compito che ti sta a cuore tramite l’orologio. Oppure tramite un cloud contenente terabyte di dati. O, ancora, vuoi automatizzare il tuo computing quotidiano e ti servono azioni sporche, maledette e subito da ottenere con Automator o i Comandi rapidi associati a Siri. È qui che accade il futuro. Oppure nella realtà aumentata, tanto artificiale quanto incredibilmente umana. Vedi appoggiata sul tavolo una cosa che esiste solo sullo schermo di iPad, ma non c’è quella sensazione di straniamento sempre caratteristica della realtà virtuale e dei suoi caschi che ti isolano dagli altri.

La privacy. Sempre più un iPhone o un Mac si connotano come apparecchi che ti permettono di limitare al massimo le intrusioni indesiderate, dalla pubblicità in peggio. Il divario con il resto, invece che assottigliarsi, si dilata. Se domani trovo davvero un autenticati con Apple in alternativa a un autenticati con Facebook, non ho dubbi su dove andare. Google? Funziona benissimo e lo uso, attualmente, dovunque. Non mi sono mai interrogato troppo su quanto mi costa. Potrei iniziare.

Che bello questo keynote. Mi viene voglia di passare la notte su Swift Playgrounds. In più conto i giorni che mi separano da iPadOS e non accadeva da tempo. Il filmato di apertura diceva mentre il mondo dorme, tu sogni. Il sogno era quello di arrivare alla propria app. È realtà da un sacco di tempo per un sacco di persone e mi piace come Apple lo rende possibile.