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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

L’automazione non è mai troppa

Manca meno di un mese alla Worldwide Developer Conference e penso che gli occhi vadano puntati soprattutto sul futuro dell’automazione per Mac e iOS.

La ragione l’ha spiegata molto bene Jason Snell su Six Colors: sta arrivando il cosiddetto Marzipan, un sottosistema software che permetterà agli sviluppatori di portare agevolmente app iOS su macOS e in via definitiva di produrre applicazioni che in un unico package contengono il codice necessario per funzionare su qualsiasi apparecchio Apple.

Questo significa che arriveranno su Mac anche i Comandi rapidi e magari la possibilità di lanciarli tramite Siri. Come si interfacceranno con Automator e AppleScript è argomento intrigante perché le soluzioni possono essere più di una e non c’è dubbio che, anche nelle ipotesi più catastrofiche, qualche forma di integrazione, se non ci sarà, verrà elaborata dagli sviluppatori. L’automazione su iOS si è sviluppata abbondamentemente malgrado Apple, che ha preso atto a cose fatte anche se per fortuna sembra stare facendolo con intelligenza.

Personalmente non vedo l’ora di vedere automazione globale per macOS e iOS. Da quando ho preso iPad Pro, più o meno ci passo sopra la metà del tempo-macchina, che per l’altra metà va su Mac. Sistemi per comandare rapidamente una macchina dall’altra, in ambedue le direzioni, mi sembrano conclusione logica e necessaria.

Bellissimo sarebbe l’assenza di soluzioni chiare, unite all’arrivo dei Comandi rapidi su macOS. Scommetto che nascerebbero darwinianamente metodi assai interessanti. Continuo a reiterarlo: il nostro uso futuro delle macchine deve arrivare ad automatizzare tutto quello che è automatizzabile. Che è l’unico modo per non venire automatizzati.