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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Abbia gambe

Apple ha avuto una trimestrale in linea con le (sue) previsioni, in leggero calo sullo stesso periodo dello scorso anno. La vendita degli iPhone è diminuita, quella degli iPad è cresciuta e parliamo dell’hardware che ha registrato le variazioni maggiori (Mac è in calo leggero, da fluttuazione). I servizi sono cresciuti di molto invece e non hanno mai contato così tanto.

Che cosa vuol dire in una manciata di righe?

  • Apple non è più quella di una volta, quando vendeva solo Mac e sarebbe stata a rischio se non ne avesse venduti. Oggi vende meno iPhone ma vende più iPad e compensa. Quello che era un business su una gamba sola, ora ne ha quattro o cinque.
  • Apple non è più neanche quella della volta dopo, quando sembrava che vendesse solo iPhone e sarebbe stata a rischio se non ne avesse venduti. Certamente quel segmento dell’attività è il più consistente e redditizio, ma c’è anche molto altro.

Ancora qualche giro e saremo a parlare del successo di Apple Watch, che all’arrivo pareva un giochetto per impallinati.

Sia Apple Watch che Mac raggiungono ancora un grande pubblico di first-timer che si avvicinano ad Apple, appunto, per la prima volta.

Apple Pay è sulla via di portare a casa dieci miliardi di dollari l’anno. Pazzesco.

La base installata attiva di Apple è a 1,4 miliardo di macchine. Teniamo presente che la metrica di Apple nel valutare l’andamento dell’attività è molto probabilmente non un dato come il fatturato o i profitti globali, ma quanto frutta ogni apparecchio in attività. Il numero degli apparecchi in attività è record assoluto.

Attendo con ansia il primo che arriverà a dire ecco, pensano solo ai servizi e trascurano iPhone.

La migliore copertura dei risultati è su MacStories, dove hanno meritoriamente raccolto anche una selezione di tweet che è questi più significativa e interessante dell’articolo. Proprio bravi.