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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Notizie per umani

Stando a un articolo di Digiday UK, Apple News non funziona bene per gli editori che speravano in ricavi interessanti.

Conforta sapere che Apple News ha risultati deludenti per una serie di ottime ragioni. Prima di tutto agli inserzionisti è vietato l’uso di dati o indirizzi IP acquisiti da terze parti; in altre parole, la privacy del lettore è tutelata. Secondo, è vietata anche la pubblicità programmatica, controllata da automatismi e algoritmi. A proporre un’inserzione non è un software, ma un umano che desidera comunicare verso altri umani.

Non tutto il male viene per nuocere. Alcuni inserzionisti riferiscono di avere ottenuto risultati accettabili veicolando abbonamenti attraverso Apple News. Altri puntano a promuovere podcast o altri mezzi per monetizzare indirettamente quello che non riescono a monetizzare direttamente.

Mi piace essere ottimista e pensare che, come ha fatto l’anno scorso nonostante i cattivi risultati, l’audience di Apple News continui a crescere a ottimo ritmo e arrivi nel tempo a diventare anche redditizia per gli inserzionisti, restando piacevole e leggibile per i lettori.

Notizie per umani, senza occhi indiscreti a carpire dati non concessi in forma non autorizzata, accompagnate da pubblicità di umani per umani. In questo momento storico non esiste alcuna altra azienda di tecnologia disposta a promettere questo (come, del resto, ad abbandonare uno standard per la privacy rivelatosi disfunzionale come Do Not Track a favore di tecnologia sviluppata ad hoc, oppure a offrire l’uso della propria tecnologia di mappe all’unico browser rispettoso della confidenzialità verso chi naviga).