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Non-recensioni: iPad Pro 12,9” / 3 - gli avanzi

Mi spiace di andare per spizzichi e bocconi, con una prima e una seconda parte prima di questo post. Avrei scritto volentieri un megapezzo stile John Gruber solo che lui è più organizzato e così per metà mi sono rimaste sulla tastiera cose che volevo dire e altre le ho scoperte cammin facendo. Le pubblico in ordine sparso.

Sono passato dalla tastiera virtuale di iPad vecchio stile a quella full size di iPad Pro, che possiede tutti i tasti della tastiera convenzionale. Sul 12,9” le dimensioni dei tasti corrispondono alla memoria dei polpastrelli e l’efficacia mi sembra equivalente a quella di prima.

Il buono è che si tratta di una normalissima tastiera. Il meno buono è che tutta l’esperienza accumulata con la tastiera virtuale ridotta del vecchio iPad si azzera. Non si può avere tutto.

Ho preso un modello solo Wi-Fi perché da anni uso il Personal Hotspot di iPhone e la Sim di iPad dorme dimenticata. Un dettaglio minimo ma significativo: si può accendere il Personal Hotspot di iPhone… da iPad. Significa che iPhone rimane in tasca e non serve estrarlo per accendere a mano lo hotspot. È una piccola grande comodità di cui mi accorgo in continuazione e per la quale ringrazio un qualche progettista software di Cupertino che non mi conosce, ma ha pensato anche a me.

Tra le app scaricate automaticamente c’è anche Clips e la mia copia è arrivata difettata: App Store proponeva automaticamente un aggiornamento che non avveniva. Ho risolto cestinando e ricaricando.

Come è stato detto credo persino da Jonathan Ive, veramente questo iPad prescinde dall’orientamento. L’assenza del tasto Home fa sì che venga impugnato indifferentemente da qualunque lato e anche questo, seppure dettaglio minore tra i minori, fa una differenza. Per me vedere il tasto Home in basso oppure in alto era diverso.