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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Lo stato ti uccide con la trasformazione digitale

(Anni fa girava attorno al Castello Sforzesco di Milano un innocuo svalvolato il cui mantra era La Chiesa ti uccide con l’onda. Il titolo è un piccolo omaggio).

Ho scritto un paio di pezzi su Thrive, di cui uno già pubblicato, che ruotano attorno al tema della trasformazione digitale. È la nuova parola d’ordine, il Grande Obiettivo delle aziende. Peccato che nessuno abbia veramente capito che significa. Al momento serve come scusa per vendere hardware e software o per tagliare i costi interni in modo cieco. Altrimenti, per fare danni a gente che non c’entra. Nessuno dimostra questa situazione meglio dell’azienda più inetta e noncurante che esista: la macchina statale.

Varie categorie professionali devono compilare le schede carburante, documenti pensati nel pre-Cambriano con la scusa di permettere detrazioni sui consumi, con il motivo vero di consentire i maneggi più ribaldi e con il risultato effettivo di gravare inutilmente sui tempi e sulle disponibilità delle persone che lavorano.

Che cosa fa lo Stato allora? Introduce l’obbligo della registrazione elettronica, naturalmente con le migliori intenzioni. E compagnie come Q8 varano lodevolmente siti completi di funzioni per passare dagli scontrini alle fatture digitali.

Fai il pieno quindi e, arrivato a casa, ti disponi a registrare lo scontrino. Mai più foglietti con i timbri, eccoci nel XXI secolo.

La data dello scontrino deve essere inferiore a quella del giorno corrente.

Traduzione: puoi registrare scontrini solo il giorno dopo che hai fatto il pieno. Ah, il brivido futurista dei sistemi telematici veloci.

Ma aspetta: sono le 22. Si lavora fino a tardi, vuoi vedere che dopo mezzanotte cambia la data sul server e si aggira l’ostacolo?

Il server lavora con un fuso orario suo e cambia data solo all’una, ma lo fa. Perfetto, è il momento della digitalizzazione.

Nessuna chiusura cassa è stata ancora effettuata.

Affascinanti questi messaggi di errore, esplicativi, pensati apposta al servizio dell’utente finale, eppure esposti al mistero dell’azione di forze sconosciute. Pensandoci, probabilmente è il benzinaio che deve effettuare una chiusura di cassa manuale, magari giornaliera, dopo la quale il server sarà pronto ad accettare informazioni. E il benzinaio, per motivi propri, la eseguirà la mattina dopo.

Che c’entra lo stato, si dirà? C’entra, c’entra, proprio perché inetto e noncurante. Una rete digitale funziona – e la trasformazione digitale si dispiega – se è stata ripensata da zero per evitare qualunque forma di attrito. Altrimenti la sua efficacia è solo marginalmente migliore della rete vecchia e l’investimento è stato abbastanza inutile.

Lo stato butta lì obiettivi e obblighi senza curarsi della rete che li deve elaborare. Nel caso specifico, nessuno ha alleggerito il carico amministrativo dei benzinai (e non parliamo della programmazione del sito). Il risultato finale è una forma diversa di inefficienza e frustrazione per l’utente finale.

Se Q8 avesse colto l’occasione per ripensare a modi più astuti di gestire la cassa dei distributori. Se lo stato avesse colto l’occasione di sollevare l’utente finale da un obbligo privo di senso in un mondo telematico. Invece è stato commesso l’errore capitale di appoggiare il digitale sopra una rete analogica e conservarne le procedure. Soldi buttati e tempo dilapidato. Tutto è cambiato, nulla è cambiato. Moriremo inefficienti.

Un ragazzino delle medie appena guidato da un buon insegnante mette a punto un programmino che unisce targa, quantità e importo in una stringa da cui si produce uno hash che ne garantisce univocità e genuinità. Da qui in avanti lascio il lavoro a quelli che lo dovrebbero saper pensare, prima ancora di farlo o di chiederlo.