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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Cose che nessun altro

Una ragione per stare dietro a Daring Fireball è che John Gruber, quando si impegna, scriverà cose impossibili da leggere altrove, e diritte al punto. Come nelle sue riflessioni e osservazioni all’indomani della presentazione degli iPhone 2018 e di watch Series 4.

Un paio di passaggi (che saranno tre, al solito). Su Apple Park:

Sospetto che Apple voglia essere conservativa nell’uso [dello Steve Jobs Theater] per gli eventi. […] Dubito che mai lo useranno per più di un paio di eventi pubblici l’anno. È straordinario pensare a quanto hanno speso per costruire una struttura che intendono usare solo una manciata di volte ogni anno (contando anche gli eventi interni).

watch:

Sostengo che i modelli significativi di iPhone siano quello originale, iPhone 4, iPhone 6 e iPhone X. È interessante come l’evoluzione di watch sia stata parallela a quella di iPhone. Una prima generazione come niente prima di essa, buona da cambiare un intero mercato ma difettosa in certi modi ovvi. Seconda e terza generazione che si limitano a risolvere i difetti ovvi. E poi una quarta generazione che porta le cose a un livello totalmente nuovo, in particolare rispetto allo schermo e all’involucro fisico.

iPhone XR:

iPhone XR [non è] quello che mi aspettavo. Pensavo che sarebbe stato qualcosa meno di un iPhone classe X. Magari con il chip A11 dell’anno scorso. Oppure una fotocamera peggiore. O un Face ID di prima generazione. Niente di questo. Immaginavo che lo avrebbero chiamato iPhone 9 in base al presupposto sbagliato che che sarebbe stato un iPhone di gamma media. Non lo è. È assolutamente degno di essere chiamato un iPhone X.