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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Avere a cuore una direzione

Fatto chiaro in che direzioni lavora Apple per espandere la propria attività, capire quale sarà la prossima direzione è meno facile: le risposte possono essere numerose, per via di progetti paralleli, e variazioni improvvise possono portare alla cancellazione di un progetto, o alla sua prioritizzazione improvvisa.

Ci sono però gli indizi da cogliere. Prendiamo per esempio il fatto che il programma Apple Heart Study condotto con l’università di Stanford chiuda, non per inefficacia o delusione ma perché è stato raggiunto un numero ottimale di partecipanti e d’ora in avanti l’attività riguarderà esclusivamente la raccolta dati. Sui forum di MacRumors appare questa testimonianza:

Penso che molti di voi non si rendano conto dell’impegno e della spesa che Apple ha messo nello sviluppo di questo programma di ricerca. Mi sono iscritto alla fine dell’anno scorso e alcune settimana fa mi hanno avvisato che la mia app aveva rilavato un’aritmia. Li ho chiamati, ho parlato con un medico e mi hanno inviato un monitor cardiaco di ultima generazione, delle dimensioni di un watch, che ho portato per una settimana posizionato in corrispondenza del cuore. Ho rispedito il monitor e mi hanno ricontattato tre giorni dopo per comunicarmi che il complesso delle letture escludeva la presenza di problemi e di non preoccuparmi. So da quarantacinque anni di avere un ritmo cardiaco leggermente anomalo e ho affrontato numerosi esami cardiaci richiesti dai miei datori di lavoro. Ho indossato un monitor Holter molte volte: è ingombrante, difficile da dormirci insieme e registra al massimo per un paio di giorni. L’apparecchio che mi ha mandato Apple mi ha sconvolto: leggero, si può tenere durante la doccia, registra per una settimana. Per favore, riconoscete ad Apple il rispetto che merita per usare veramente il proprio budget di ricerca a favore della prossima generazione di monitor cardiaci indossabili. Sì, sono un Fan.

Secondo indizio: il racconto di un giornalista di Macworld di come watch lo abbia aiutato in modi indiretti ma evidentissimi a combattere un insieme di problemi cardiovascolari e diabete.

Sei mesi dopo avere cominciato la mia lotta, avevo perso poco più di venti chili ed ero passato da t-shirt extralarge a quelle medium. Ho dovuto anche togliere una maglia dal mio bracciale di watch. La cosa più importante è stata però l’impatto sul mio diabete di tipo II. Non soltanto non ho più avuto bisogno di monitorare il livello di zuccheri nel sangue ma ho potuto anche tagliare la medicina che prendevo per ridurlo. Negli ultimi esami, i miei valori A1C sono sotto il livello che mi classificherebbe come diabetico. La mia speranza è riuscire a vincere il diabete esclusivamente tramite dieta e attività fisica, e così azzerare le medicine.

Ho scritto più volte che le strategie di Apple, il più delle volte, sono espresse alla luce del sole ed enunciate pubblicamente. Sono convinto che questa sia una direzione di sviluppo del business che Apple ha a cuore.