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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Tempi e spazi

Devo riprendere un vecchio post sul nuovo Think Different perché infastidisce e sorprende qualcuno la Apple che annuncia trionfante nuovi progressi di fatturato nel settore servizi e pensa alla TV invece che pensare a iPhone (per le stesse persone, peraltro, prima pensava a iPhone e trascurava i Mac).

È che rispetto a venti anni fa, i tempi sono diversi e gli spazi pure. Apple, vedi sopra, lavorerà in direzioni dove ritiene di poter dare un contributo; lo farà su poche cose, spesso inevitabili anche se nessuno le ha chieste.

Aggiungo una cosa di mio pugno: Apple lavorerà verso la disruption, la sovversione delle regole, nei campi dove questa non è ancora avvenuta. E qui c’è poco da dire: nel reparto informatica/elettronica, ha già dato. Chiaro che le nuove direzioni di sviluppo possano trovarsi altrove.

E allora, se Quartz titola Apple sta diventando una formidabile azienda fintech (fintech fonde finance e technology, forse potremmo dire tecnofinanza in italiano), è sciocco pensare a un tradimento dell’anima originale o a una deriva della dirigenza.

Trentacinque anni fa Macintosh veniva creato nella massima segretezza in una palazzina che batteva bandiera pirata. Oggi, per l’appunto, sono passati trentacinque anni e la stessa azienda è vicina a capitalizzare il trilione di dollari (se non lo fa Apple lo farà Amazon e chiunque ci riesca entrerà per una ragione in più nei libri di storia, anche se per prima e per pochissimo tempo ci riuscì anni fa una azienda petrolifera cinese). È come minimo evidente che l’azienda esplorerà nuove direzioni di crescita. E anzi bisogna ringraziare che non si vada verso le lavatrici o le racchette da tennis o le motociclette o gli elettrodomestici come usa in Estremo Oriente.