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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Il piolo e il foro

Per una volta una cosa buona che arriva da un’analista, per la precisione Carolina Milanesi che scrive Apple rinnova il suo amore per l’istruzione e non per il mercato dell’istruzione.

Essendo analista, perde un sacco di tempo a scrivere prima di accorgersi che aveva in mano una citazione di Steve Jobs perfetta per il suo caso. La si perdona perché fornisce la citazione:

Quando hai figli ti viene da pensare che cosa vorresti imparassero. La maggior parte di quello che studiano a scuola è completamente inutile. Ma potrebbero imparare da giovani alcune cose di valore incredibile che si imparano quando si invecchia. E ti viene da pensare a che cosa faresti se decidessi di dedicarti all’insegnamento. Sarebbe interessantissimo! Ma oggi non lo puoi fare. Saresti un pazzo a lavorare a scuola, oggi. Non hai il permesso di fare quello che pensi meglio. Non puoi sceglierti i libri, il percorso didattico. Ti è concesso di insegnare una materia specifica. Chi vorrebbe mai farlo?

Si sente l’odore di zolfo, vero? La messa in discussione di concetti che sembrano immutabili e lo sono abbastanza, perché Jobs parlava nel 1996 e da allora nulla è cambiato. Abbiamo sempre fatto così.

Allora Apple parlava di Think Different, il piolo tondo nel buco quadrato, quelli che non accettano lo status quo eccetera. Siamo ancora qui ed è una buona cosa. Sull’istruzione, come dimostra l’evento di Chicago, Apple si ostina a voler cambiare per davvero le cose invece di accettare supinamente una realtà che è diventata anacronistica e non va bene, anche se ci potrebbero vendere computer per fare denaro. La scuola, dopo quello che è accaduto negli ultimi vent’anni, deve cambiare e tantissimo, o diventare progressivamente sempre più inutile. Altro che il sessantotto.

Apple vuole fare denaro nell’istruzione, ma per rivoltarla come un calzino. Guadagnerebbe molto di più se accettasse l’andazzo generale e buttasse lì un MacBook a prezzo scontato. E questo mi fa pensare bene sia dell’evento, sia delle sue intenzioni.