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Contraddizione in privacy

I dati iCloud relativi agli utenti cinesi verranno purtroppo conservati in un centro dati cinese, su server affidati a una azienda cinese che, naturalmente, è gradita al governo.

La mossa è obbligata dalla legislazione cinese e viene giustamente criticata perché si presume esponga alla dittatura locale i dati delle persone. I dati su iCloud sono cifrati e possono essere letti solo da chi possieda le chiavi di accesso all’account ma questo, chiaramente, non ferma più di tanto un totalitarismo.

Apprendo intanto da Reuters che

L’Unione Europea sta preparando legislazione per obbligare le aziende a consegnare i dati personali dei clienti su richiesta, persino se i dati in questione vengono custoditi fuori dai confini europei.

La reazione tipica che sento è del tipo Così le multinazionali che evadono le tasse la smetteranno di fare quello che vogliono.

Certamente in Europa non ci sono dittature e auspicabilmente le richieste di dati personali saranno ben motivate da inchieste giudiziarie. Peraltro, scrivo queste righe dal Paese con il doppio delle intercettazioni telefoniche dei primi tre Paesi europei messi insieme.

Fatti i distinguo, la posizione del governo cinese verso i dati su iCloud non è tanto diversa da quella dell’Unione europea.

Però in un caso è colpevole Apple di non tutelare la privacy dei cinesi; nell’altro è colpevole Apple di voler scantonare dal volere dell’autorità. A me pare vagamente contraddittorio.