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L’erede

La migliore piattaforma libraria alternativa possibile è StreetLib di Antonio Tombolini, utilizzabile (la piattaforma) via browser così come via app.

Ultimamente ancora più migliore (si perdoni la licenza) perché, una volta registrati, nello spazio lettura si trova in omaggio Il mio prossimo romanzo di Fabrizio Venerandi.

Venerandi è difficilmente inquadrabile come scrittore, perché è uno tsunami di creatività e ogni dieci minuti è a padroneggiare uno stile o una forma o una piattaforma completamente diversa. Tra mille anni i critici letterari faticheranno a inserirlo nelle antologie, perché andrebbe dappertutto. Oppure ne imporrebbe una apposita, integralmente dedicata, per impossibilità manifesta di schematizzazione.

Eppure, quei critici in arrivo tra quaranta generazioni, ho capito come posso aiutarli. Venerandi è l’erede di Marcello Marchesi e non lo sanno.

Marchesi non lo sa per forza, perché è morto; Venerandi lo sa ma non ci pensa. Più che altro, nel suo stile, direbbe qualcosa sul genere ma poi io che cazzo c’entro con Marcello Marchesi, almeno mi chiamassi Fabrizio Fabrandi o Venanzio Venerandi si vedrebbe l’assonanza nome cognome, così non si vede niente e neanche faccio le pubblicità.

Ha ragione. Eppure, se si legge Il malloppo prima di avere letto Il mio prossimo romanzo, si capisce che c’è un collegamento.

O anche dopo.