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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Ricorsi e soccorsi

Sono giorni di storie che preferiamo a lieto fine e di buoni sentimenti.

Troverei assolutamente in questo spirito la riuscita dell’iniziativa del Museum of Art and Digital Entertainment, che si batte per preservare i giochi online abbandonati dai loro produttori.

Si tratta di giochi per i quali è necessario un server in funzione, che spesso non sono giocabili con una sola persona in linea, per non parlare delle questioni tecniche generalmente associate a software che nessuno più manutiene e, infine, alla protezione anticopia. Il museo sta cercando l’esenzione dai regolamenti antipirateria nei casi in cui fosse necessaria una violazione formale delle leggi sul diritto d’autore per riuscire a salvare un gioco abbandonato.

La problematica è analoga a quella dei volontari del progetto Mame, impossibilitati dalla legge a lavorare con certe Rom di videogiochi dei quali è svanito qualsiasi proprietario fisico o giuridico.

Spero che riescano, sarebbe una bella storia per il nuovo anno. I videogiochi online sono una parte della nostra cultura da qualunque parte li si veda e per qualcuno pure della storia.

Faccio un po’ più di fatica a comprendere articoli del calibro di Come digitalizzare i vinili. Ma non suonavano meglio del digitale? Ma il digitale non si perdeva mentre l’analogico si conserva?

Oppure è un articolo per ritardatari. Anch’io possiedo tuttora dei vinili. Ma siamo sicuri che per tempo e costi non sia meglio prendersi un CD, se proprio gli store online paiono segni della decadenza della civiltà?