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Il prezzo della fama

Era da molto tempo che trascuravo le dissezioni anatomiche di iFixIt per mancanza di interesse. Lo smontaggio completo di un iPhone 7 era simile a quello di un iPhone 6, al punto da togliere attrattiva all’operazione.

Con iPhone X le cose sono cambiate un po’ e c’è una frase che mi rimbalza in testa:

Questa scheda logica miniaturizzata è incredibilmente efficiente dal punto di vista dello spazio. La densità di connettori e componenti è senza precedenti. Oncia per oncia, persino un watch ha più spreco di superficie di scheda logica.

Si scopre che l’apparecchio contiene due batterie, un inedito per iPhone, e che se la scheda logica non fosse divisa in due parti sovrapposte occuperebbe il 135 percento della superficie effettivamente offerta da iPhone X.

Non è male. iFixIt assegna a iPhone X un punteggio di riparabilità di sei punti su dieci, perché la scheda logica è talmente compatta che alcune operazioni rischiano di essere impossibili e perché, se si rompe il dorso dell’apparecchio, occorre sostituire una quantità notevole di componenti non riparabili.

In altre parole, si ripara con difficoltà perché è un pezzo di tecnologia estremamente evoluto. E qualcosa, nella valutazione complessiva, dovrebbe contare nelle mille chiacchiere che invadono la rete in proposito.