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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

L’ottsider

Si sa che Apple ha annunciato la nuova linea di iPhone e i commenti non mancano.

È emerso ultimamente che i test di potenza del processore A11 Bionic pongono iPhone all’altezza di un MacBook Pro 13” e molto sopra apparecchi Android di punta come Galaxy Note 8, OnePlus 5 e Galaxy S8.

I test di velocità però possiedono sempre una componente astratta e separata dal mondo reale. Per dirne una, è vero che A11 Bionic pareggia i conti con l’i5 di MacBook Pro. Al tempo stesso un MacBook Pro è carrozzato per sostenere quella potenza su lunghi periodi; un iPhone manca di dissipazione termica paragonabile a quella di un portatile e quindi può sì spingersi a quei livelli di prestazione, mantenendoli tuttavia per periodi brevi.

Diverso è mettere alla prova i telefoni con operazioni che potrebbero benissimo accadere nel mondo reale.

Tom’s Hardware ha dato in pasto ad alcuni apparecchi un video 4K da due minuti, per manipolare il video con varie operazioni e infine esportarlo.

Galaxy S8+ ci ha messo più di quattro minuti. Galaxy Note 8, più di tre. iPhone, quarantadue secondi. Intanto che S8+ finiva, poteva fare il giro sei volte.

Eh sì: i nuovi iPhone ridicolizzano le capacità hardware della concorrenza Android.

I nuovi iPhone 8, naturalmente.

Se iPhone X non esistesse, gli annunci di quest’anno sarebbero comunque notevoli per il divario di prestazioni che scavano tra essi e Android. E adesso chi lo spiega a quelli che non c’è innovazione?