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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

La prova privacy

Mi tocca stare su Facebook per lavoro e quando ci sono annunci Apple dover stare su Facebook equivale a stare immerso nella fossa biologica intanto che arriva l’autobotte per lo spurgo.

Comunque. Sappiamo da fonti certe (per esempio Craig Federighi intervistato su TechCrunch) che i dati acquisiti da Face ID restano sull’apparecchio che li acquisisce. Apple non li riceve, non li vede, non sa quali sono, non li usa, non li tratta, non può leggerli.

È anche noto che sei organizzazioni pubblicitarie hanno scritto una lettera aperta contro le impostazioni di privacy su Safari per iOS 11: il browser pone limiti severi al retargeting dei navigatori. Ovvero, se hai visitato il sito X, i padroni di X sono ostacolati nella loro attività di bombardarti di annunci pubblicitari su tutti gli altri siti che visiti.

Adesso i geni so-tutto che invece di spendere milleduecento euro in un telefono fatevi un viaggio possono estrarre il loro Huawei delle meraviglie, che naturalmente fa tutto quanto fa un iPhone a una frazione del prezzo, e mostrarmi che fa anche queste cose.