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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Più computer per tutti

Una analisi fin troppo frettolosa e svelta di Wwdc l’ho scritta su Apogeonline. Ho un problema su questa edizione perché richiederebbe una quindicina di post e non tutti brevi. Per la prima volta in tanti anni riguarderò ancora con attenzione il keynote.

Nelle ore successive alla presentazione le informazioni dovrebbero decantare e lasciare a galla il vero succo dell’evento. Il fatto è che Apple si è mossa con ampiezza anche inaspettata su una quantità di fronti notevole, riportando annunci hardware accanto a quelli software e mescolando le novità di superficie, a livello di interfaccia utente, con quelle profonde, infrastrutture di sistema e di rete (Messaggi con iCloud).

La comunicazione si va anche mescolando in modi non ortodossi: alla presentazione del convegno dei programmatori Apple non si è parlato sensibilmente di Swift, che ha avuto l’onore delle stampe quattro giorni fa. Ovviamente il calendario delle sessioni con i programmatori sarà tutt’altra questione, ma qui si parla della vetrina.

La decantazione: Intelligent Tracking Prevention. Navigare su un sito di velieri senza ritrovarsi pubblicità di velieri a partire dal giorno dopo, su qualsiasi canale. Se uno tiene veramente alla privacy questa è roba non grossa, ma introvabile. Provare su Android, o anche su Windows per quello che vale. Vediamo se Chrome tiene botta. Io dico che sarà difficile. E questo è un terreno importante.

Sempre decantazione: l’anno scorso iPad aveva ricevuto poche attenzioni. Quest’anno tante e i miglioramenti sono evidentissimi, a partire dalle dimensioni degli schermi fino alle funzioni del sistema operativo e all’integrazione con Apple Pencil. Dock, drag and drop, app Files che sostanzialmente è un microFinder: ma non ci si lamentava che Mac sarebbe diventato come iOS? A me pare vi sia un interscambio sano di funzioni e che sia bidirezionale. Detto questo, con la tastiera esterna e interna full size, lo schermo migliorato e più ampio più iOS 11, un iPad Pro diventa assai più goloso che prima anche in dimensione 10,5”.

Ultima decantazione: HomePod. Il solone da Facebook lo scarta come un altoparlante o un concorrente di Echo di Amazon. Invece Apple ha messo un processore dentro l’altoparlante, un processore vero, non una cosetta. Ha fatto lo stesso lavoro compiuto su AirPods, dove ha svolto un lavoro eccellente.

Una volta giravano le mission aziendali tipo un computer su ogni scrivania. Oggi si potrebbe dire che il programma di Apple è un computer dentro ogni cosa.

Con tanta tecnologia e sofisticazione sotto, che ci cambia la vita senza che ce ne accorgiamo. Uno dei sottotemi di Wwdc è stato il deep learning, le macchine che imparano dal nostro comportamento per svolgere servizi (più) utili. Ecco, solo questo meriterebbe un altro post.

Su questo Wwdc ci sarà da tornare, più volte. Lo trovo un buon segno.