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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Orecchie per intendere

Mi hanno un po’ stupito le reazioni al mio commento sulla fine dello sviluppo e del supporto di Mp3 da parte dell’istituto Fraunhofer.

Mi è stato fatto notare che il commento di Marco Arment è meno fazioso. Arment si limita a ribadire l’ovvio: Mp3 non è morto, sono semplicemente scaduti i brevetti. Lo dice persino Fraunhofer, non mi pare questo scoop. Dopo di che Arment passa tutta la fine del pezzo a minimizzare una questione interessante: a parità di qualità i file Aac occupano meno spazio. Ed è faziosetto, vorrei farlo parlare con gente che ha dischi rigidi pieni di musica e qualche giga lo risparmierebbe volentieri.

C’è chi ha ricordato come Aac venisse usato praticamente solo dagli apparecchi Apple. Ma è una verità assai parziale. Rimando alla pagina di Wikipedia (urgh) dedicata a Aac. Oggi iOS e Android sono compatibili Aac ed è gioco-partita-incontro, tre miliardi e spiccioli di apparecchi ed è detto tutto. Ma in passato?

YouTube, Nintendo DSi, Nintendo 3DS, DivX Plus Web Player, PlayStation 3, vari modelli di Nokia Series 40, PlayStation Vita, Wii (con l’aggiornamento Photo Channel 1.1), Sony Walkman MP3, BlackBerry.

È solo una frazione di tutto quello che suppporta o ha supportato Aac. Mancano i costruttori di autoradio, Xbox, Sony Ericsson, Kenwood, Sonos, Roku, Squeezebox, RealPlayer, Vlc e una montagna di altri, la pagina è senza fine. Flash di Adobe supporta – supportava? – Aac. Aac è un formato praticamente universale.

Qualcuno ha fatto notare che sul suo computer ci sono tremila Mp3 e nessun Aac. Sul mio ci sono settecento Apple Lossless, duecento Aac e cento Mp3, più o meno. E adesso? Abbiamo dimostrato che la nostra esperienza personale vale fino alla porta di casa e poi basta. O devo pensare che il mondo ascolti musica in Apple Lossless?

Viva Mp3. Ma Aac è meglio: suona meglio a parità di spazio, occupa meno spazio a pari qualità. La trita pagina di Wikipedia, basta quella, spiega i numerosi perché della sua superiorità tecnica e qualitativa. E sono cose evidenti anche dieci anni fa, a chi aveva orecchie per intendere.