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L’assedio di Monaco

Un esercito incattivito e avido cinge d’assedio la capitale della Baviera allo scopo di invadere i sistemi informatici della pubblica amministrazione locale con Windows e Office.

Avevo scritto del passaggio di Monaco al software libero su Apogeonline, segnalando la grande entità degli interessi in gioco.

Ai tempi si mosse pure Steve Ballmer (probabilmente a detrimento della sua azienda), viaggiando di persona a incontrare l’amministrazione locale. Oggi Microsoft ha fatto viaggiare addirittura il proprio quartier generale tedesco, trasferitosi proprio a Monaco.

Il sindaco attuale di Monaco è stato ritratto dai media come un tifoso di Windows, immagine che ora cerca di smentire.

Lo studio in base al quale si deve decidere il passaggio a Windows nel giro di alcuni anni (che non è stato ancora deciso, anche se tutti si comportano come se lo fosse) è stato compilato da Accenture, partner Microsoft dell’anno per il 2016.

Tutto questo dimostra che la natura della decisione è lontanissima dall’essere tecnica, come mostra l’analisi pubblicata da Italo Vignoli sul sito di The Document Foundation; è politica e finanziaria. Nessuno dirà mai apertamente che cosa ha contrattato Microsoft in cambio dello spostamento del quartier generale nazionale.

I fatti sono che, primo, dietro alla piattaforma software della municipalità, ruotano appunto interessi enormi.

Secondo, a nessuno interessa il merito. Perfino il sindaco tifoso ha ammesso che tornare al software proprietario ha costi mostruosi, a carico dei contribuenti. Perfino Accenture ha scritto nel suo studio che ci sono anche argomenti contrari alla tesi del necessario ritorno al passato proprietario. Le obiezioni a Linux sono sinteticamente non mi piace oppure ho problemi a usare Linux, causati dalle idiosincrasie del software Microsoft, quindi voglio Microsoft.

Una nota comunque critica verso il sistema attuale è che forse OpenOffice costituisce una scelta discutibile rispetto al più aggiornato, compatibile, curato LibreOffice. Tuttavia, lo ripeto, qualunque questione tecnica è un puro pretesto rispetto alle forze in gioco.

Il resto è un copione già frusto, che Microsoft ha praticato in altre realtà di minor peso come il Comune di Pesaro: brandire uno studio fintamente imparziale che dimostri quanto è difficile evadere dalla prigione di Windows e Office, per consigliare il ritorno volontario in gabbia.

A un caso dì oscurantismo e ignoranza, fortunatamente, sincontrappongono anche situazioni virtuose, di recente il Comune di Assisi. Tutti noi possiamo fare la nostra parte propugnando il software libero presso le pubbliche amministrazioni locali e magari sostenendo anche concretamente LibreItalia, della quale sono orgogliosamente e colpevolmente (per non fare abbastanza rispetto a quanto dovrei) socio.

A Monaco magari vinceranno gli assedianti. Ma è solo una delle tante battaglie. A noi evitare di ritrovarci assediati. Oppure, spezzare il cerchio malato che già abbiamo attorno.