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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

La gente di polso ha il suo peso

Certamente ci vuole la volontà e altrettanto certamente l’apparecchio, da solo, significa niente. Eppure ho apprezzato il racconto di Zac Hall su 9To5Mac che è riuscito a perdere più di venti chili da aprile a dicembre 2016 grazie a un proposito del nuovo anno (rotto il quattro di gennaio, ma ripreso successivamente).

L’ho apprezzato perché emerge il ruolo ancillare ma prezioso di watch, che grazie alle sue misurazioni e alle app dedicate riesce a essere di supporto autentico. Anche se, appunto, a determinare il cambio sulla bilancia sono la testa, il moto e la dieta.

Vale questo articolo a rispondere a mille domande retoriche sull’utilità di watch. Per quanto mi riguarda non ho bisogno di dieta, ma arrivare a fine giornata e vedere gli anelli della salute al giusto valore fa piacere. E apprezzo molto i solleciti ad alzarsi in piedi durante una giornata di lavoro alla scrivania: è molto facile non pensarci e restare seduti per un tempo eccessivo, quando una pausa anche di pochi minuti è assolutamente salutare fuori da qualunque mania salutista.

Ci starebbe bene uno slogan cambiare il mondo, un polso per volta.