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Non servono dei geni

L’amico Sabino ha pubblicato uno spettacolare post che dimostra, esempi alla mano, come un Numbers o un LibreOffice siano fogli di calcolo completamente sufficienti per un utilizzo normale ma, appena si preme l’acceleratore, siano ancora inferiori a Excel.

Ho scritto dimostra; il contenuto del post è indiscutibile. Difatti il problema vero di Excel non è come svolga il suo mestiere, bensì come decenni di condizionamento abbiano portato la gente a concepire Excel e gli altri componenti di Office. Lo stesso Sabino lo spiega chiaramente per esempio in Vita oltre PowerPoint e in Da Keynote a PowerPoint. (Essere iscritti al blog di Sabino è una grande opportunità per qualsiasi persona attenta al mondo della tecnologia, ma è un altro discorso più articolato che magari si farà una prossima volta).

Il problema di Excel, per esempio, è che – qualcuno si occupa qui di genetica? – una ricerca su cinque di quelle che contengono un file Excel in allegato storpia i nomi dei geni grazie, si fa per dire, alla conversione automatica e arbitraria effettuata da Excel. Forse non sono stato chiaro: uno studio di genetica ogni cinque contiene una nomenclatura sballata dei geni, a causa di Excel. È una cosa assurda con una diffusione abnorme, che non aiuta certo il lavoro dei ricercatori.

Succede che i geni hanno nomi che Excel interpreta come numeri con un esponente: 2310009E13 diventa in Excel due virgola trentuno per dieci elevato alla tredicesima (2.31E+13). Oppure sigle quali SEPT2 e MARCH1 vengono trasformate prevedibilmente in date di calendario, con esiti nefasti per la comprensione.

Sembrano stupidi questi scienziati, vero? Sappiamo tutti che basta mettere i valori tra virgolette perché vengano interpretati come testo puro e lasciati in pace.

Invece non sono stupidi. Sono scienziati. Hanno una conoscenza poderosa del loro campo e, per forza di cose, più superficiale in altri. Ed è qui che Excel, come il resto di Office, mostra la sua perniciosità.

Hanno in mano un software dove è facile scrivere colonne di dati e le scrivono, o le incollano. Anche se il software migliore per scrivere colonne di dati non è certo un foglio di calcolo. Sono abituati a fare tutto con Excel e lo fanno, senza accorgersi che è sbagliato, profondamente: Excel è un tuttofare, non un software per genetisti. Pure lui ignora cose che in certi laboratori sono scontate, per esempio il nome di geni che tutti i suoi programmatori portano nel Dna.

Credono questi scienziati, o gli fanno credere, che Excel sia l’unico software veramente valido per svolgere il loro lavoro. Pensano, o gli fanno pensare, che il suo uso non nasconda insidie, che non serva un manuale o una seconda occhiata. Perché dovrebbe? Excel lo usano tutti, come può causare problemi?

Ecco una buona ragione per mettere da parte Excel: l’immagine che lo circonda è diventata eccessiva e alterata. Viene usato in modo acritico e miope, dando per scontate cose che non lo sono. Facciamo, per lo meno, che venga usato con coscienza. Quella che non è una panacea, non è l’unico e non è una forchetta né un cacciavite: in misura magari minima, ma va capito, come ogni altro software. Non servono dei geni per farlo capire agli scienziati e neanche al compagno di scrivania illuso che al mondo esista solo Office.