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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Il recente Keynote

Zagabria è città placida e moderatamente tranquilla. Il traffico delle ore di punta è pesante; per il resto l’atmosfera è rilassata e la zona pedonale del centro è costellata da grandi pub all’aperto che già alle cinque del venerdì raccolgono grandi folle. In una piazza si esibivano sempre all’aperto le bambine di una scuola di danza moderna.

Mi hanno portato in locali eleganti oppure alla mano e si è sempre mangiato bene, talvolta benissimo. Tutti sono molto gentili e il cittadino medio parla inglese più che sufficientemente. Unico fastidio è l’esistenza di una valuta locale, il kuna, che limita le interazioni a dove accettano le carte di credito oppure impone il cambio. I prezzi sono quasi sempre molto bassi, soprattutto considerato lo standard di qualità.

L’unico Wi-Fi truffa si trova in aeroporto, con connessione gratuita limitata a quindici minuti (benissimo limitarla, però sono davvero pochi). In albergo e nei locali pubblici ai trova sempre un Wi-Fi civile.

In questo contesto ho rimesso alla frusta Keynote, che prendeva polvere da molte settimane. Non avevo ancora visto l’ultimo aggiornamento e sono rimasto piacevolmente sorpreso, dal funzionamento in verticale, dalla stabilità assoluta, dalla risposta sul venerando iPad di terza generazione.

Ho usato iPhone come telecomando via Bluetooth e ho penato inizialmente per apparentare i due apparecchi; un doppio riavvio ha sbloccato la situazione e da lì è stato tutto piacevolissimo. La funzione di puntatore e di disegno estemporaneo sopra le slide è deliziosa. Attenzione a fare qualche prova con i pulsanti di impostazione che appaiono sul’iPhone-telecomando: a volte rispondono con lieve ritardo ed è necessario mantenere il sangue freddo.

Tutto è andato comunque bene, con soddisfazione generale. Keynote si è calato bene nel contesto di Zagabria e ho potuto usarlo in modo placido e moderatamente tranquillo.