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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Non c’è peggior sordo

La segnalazione mi arriva da Mario che ringrazio, anche se non so se veramente avrei voluto ascoltare la sequenza di banalità, scontatezze e luoghi comuni che è venuta fuori da Radio24, per l’occasione ribattezzata Radio Cicaleccio, con rispetto per le cicale.

Dal minuto 36:10, sembra di sentire due che scelgono i carciofi al mercato e intanto parlano di Apple, con la medesima attenzione (rispetto per il mercato, per chi vende al mercato, per chi compra, per i carciofi).

Spezzoni di frasi così: Apple ha un problema o forse no (fantastica analisi); noi lo avevamo segnalato mesi fa (e figurati), la vendita di iPhone è in frenata (che sia il modello più venduto al mondo per un momento è irrilevante).

Il mercato è saturo di modelli e marchi (ma no! Invece l’anno scorso c’era il deserto), così che cosa viene in mente ad Apple? facciamo un telefonino low-cost (la Ryanair degli smartphone).

Ci vuole, perché costano un botto gli iPhone (e ti pareva? Mai successo prima, d’altronde). Questo significa però che l’azienda della Mela ha un problema futuro di ricavi (eh sì, magari fattureranno duecento miliardi invece che duecentotrenta. Vuoi mettere?).

È la fine dell’immagine di un club esclusivo della tecnologia (certo, un miliardo di apparecchi attivi sono un club esclusivo). Considerate l’acquisto di un PC di alta gamma e un MacBook e vedrete che c’è una differenza di prezzo notevole (direttamente dagli anni novanta, ecco a voi la notizia).

Ma c’è la killer application: anche loro puntano sull’intelligenza artificiale e sull’auto, sui wearables (ecco, uno scoop. D’altronde watch deve ancora uscire…).

Mi raccomando: è la fine di un’epoca, non la fine di Apple. Eh già, perché nelle loro menti allenate Apple rischia di scomparire. Dopotutto è solo l’azienda tecnologica di maggior valore al mondo. Pensa se fosse la seconda: a un passo dal baratro.

E questa è Radio24, con una reputazione di qualità. Immaginarsi il resto. Anche loro finiti nel gorgo del giornalismo di oggi, dove i fatti non contano più: l’importante è dire alla gente quello che la gente vuole sentire, e fa niente se sono chiacchiere vuote. Non c’è peggior sordo di chi ha la sordità parziale, convinto di sentirci, mentre certe frequenze passano via dimenticate.