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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Minacce di precisione

Rispetto a quando auspicavo che Apple uscisse con una soluzione per i problemi del tempo di rete ho capito qualcosa più di come tiene il tempo watch, grazie in primo luogo a una intervista concessa da Kevin Lynch al Telegraph.

watch si impegna a stare entro i cinquanta millisecondi dal tempo universale grazie a tecnologie che si preoccupano di tenere alla giusta temperatura gli oscillatori interni – se fa troppo freddo diventano meno precisi – e con verifiche come il confronto di due riprese a mille fotogrammi per secondo, una di watch e una di un orologio atomico, per determinare con precisione le differenze.

In questo modo Apple insegue una precisione la più vicina possibile a Stratum 1, quella degli apparecchi che parlano direttamente con gli orologi Stratum 0, di riferimento. Entro i cento millisecondi si parla comunque di apparecchi Stratum 2; la sfida è arrivare prima o poi ai microsecondi. Sul sito di Network Time Protocol si trovano spiegazioni ed elenchi di server.

Il freddo che aumenta l’imprecisione degli orologi è probabilmente il motivo per cui RaiUno ha inaugurato l’anno nuovo con notevole anticipo.

Tutti hanno ricordato Fantozzi dove l’orchestrina lancia il brindisi alle dieci e mezza visto che ha due ingaggi per la serata; credo più alla precisa volontà di mettere in onda a mezzanotte in punto lo spot di uno sponsor.

In ogni caso, abbiamo un’epoca capace di svalutare perfino l’ora esatta ed ecco un altro motivo per cui watch diventa dirompente rispetto al pensiero comune. Il che porta a un bell’articolo recente del New York Times, dove si appaiano le aspettative e i giudici del primo iPhone con quelle del primo watch.

Come fosse il primo iPhone e che cosa sia diventato è sotto gli occhi di tutti. watch suscita giudizi controversi; intanto si impegna a tenere l’ora meglio degli altri. Neanche iPhone, con la funzione telefonica, ci arrivava.