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Il futuro del portatile

Come di consueto, la recensione di iPad Pro da leggere è quella di John Gruber su Daring Fireball.

A qualcuno suonerà strana, perché parla molto relativamente dell’apparecchio in sé e invece va diritta al punto: fino a quanto un iPad Pro possa sostituire un Mac e quali rischi o opportunità si aprano in questa prospettiva.

Gli uni e le altre emergono con precisione. Da una parte la potenza e la versatilità di un apparecchio che ha niente da invidiare ai suoi colleghi con la tastiera attaccata; dall’altra, i limiti e le imperfezioni di un sistema che, nell’avvicinarsi al comportamento di un portatile, deve imparare ancora molto nell’interazione con la tastiera.

Due i momenti che da soli valgono il prezzo del biglietto: quando si lascia intendere che iPad Pro non sia il punto di arrivo della linea, piuttosto un punto di partenza. E la conclusione:

Non mi dà gioia osservarlo, ma il futuro dell’informatica portatile di massa non prevede un mouse né un processore x86.

Al posto di non mi dà gioia metterei personalmente non mi crea problemi. E firmerei il resto.