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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Una realtà intricata

Dopo averlo segnalato, ho provato BlueStacks, il programma per avere il mondo Android su Mac.

Complimenti ai realizzatori, perché l’impresa non deve essere stata facile. Se ho capito bene, lo strato software Android installato da BlueStacks è quello di un Galaxy S5 Samsung. C’è ancora molto lavoro da fare perché i crash ci sono e le prime due volte che ho avviato il programma, questi si è bloccato a metà strada. La velocità a volte scricchiola, l’audio pure, però la soluzione c’è; deve crescere.

Alla fine ci si arriva. Mi ha colpito invece quanto sia intricato il mondo Android. Forse come quello iOS; solo che iOS fa tutto il possibile per nasconderlo e lasciare l’utilizzatore a lanciare le sue app, che al resto pensa il sistema.

Qui invece, tra Google Play Services, Google Play Games e aggiornamenti vari, l’esperienza di provare un gioco in versione Android viene posposta di minuti e sembra di usare un computer. Non sono pratico di computer da tasca Android e spero vivamente che sia tutto dovuto alle necessità interne di BlueStacks, per simpatia verso chi ha preferito un Galaxy a un iPhone. Diciamo che, come cavallo di Troia, BlueStacks non ispira l’abbandono di iOS.

L’altra cosa che colpisce è l’atteggiamento decisamente aggressivo dei servizi Google verso la privacy. L’ansia che hanno di sapere la carta di credito, la password del Wi-Fi è palpabile. Sono dati che ovviamente transitano anche su iOS, ma è il modo in cui viene presentata la situazione. Android ti alita sul collo.

È un mondo difficile e intricato. Più su quel lato.