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Come non usa

Avevo menzionato Status Board parlando di cose utili per la scuola e successivamente di app da comprare, senza entrare nel merito.

Oggi c’è del merito perché Panic Software, sempre più brava, ha da poco presentato la versione 2. Chi come il sottoscritto ha sostenuto la prima versione riceve l’aggiornamento gratuito e quanti invece scoprono Status Board per la prima volta lo possono avere e usare gratis, però devono pagare con un acquisto in-app le funzioni che portano la versione 1 alla versione 2. Vincono tutti, nessuno resta fregato e chi ha comprato a suo tempo gode ancora di vantaggio competitivo rispetto a chi non paga. Nel contempo, chi vuole scarica e prova a volontà. Brillante.

Status Board è sommariamente un pannello informativo a componenti personalizzabili e programmabili, che adatta perfettamente a iPad l’idea bella (e oramai negletta da Apple) dei widget come funzionano – nell’indifferenza generale – su OS X in Dashboard.

I widget giusti, oggetti software leggeri con la stessa dignità sullo schermo delle applicazioni, stavano già in Lisa. Macintosh li confinò dentro il menu Apple per aggirare la primitività del multitasking di sistema. Credo che la personalizzabilità e un ambiente di fuzionamento apposito siano stati realizzati per la prima volta in Konfabulator, successivamente acquistato da Yahoo! per essere chiuso nel 2012.

Il punto debole del sistema è rimasto quello risolto da Lisa, computer conosciuto da pochissimi fortunati: se i widget non sono al pari delle applicazioni diventano cittadini di seconda classe (come puntualmente è successo a Dashboard).

Se però i widget finiscono sullo schermo secondario e la scrivania del computer resta libera, ma iPad svolge la funzione di supporto, ecco che la produttività decolla.

Tutto ciò che produce dati in aggiornamento e che merita di ricevere un’occhiata di tanto in tanto per sapere come vanno le cose è passibile di diventare un pannello dentro Status Board: meteo, compleanni degli amici, conto alla rovescia per una scadenza, andamento della fatturazione, mail in attesa, flussi di notizie, sequenze fotografiche, messaggi ricorrenti e qualsiasi cosa sia programmabile, perché un pannello è costruito essenzialmente in Html.

I campi di utilizzo potenziale svariano all’infinito. Se è un divertimento programmarsi gli aggiornamenti della serie A o conoscere il titolo del brano in onda su Beats 1, le informazioni di Borsa o le offerte su eBay possono portare vantaggi tangibili. Panic racconta sul proprio blog aziendale come la proiezione di Status Board su due maxischermi abbia cambiato in meglio il lavoro. La trasparenza sulle risposte del supporto tecnico, la vendita delle app e perfino la posizione dei bus pubblici utilizzati dai dipendenti per tornare a casa ha dato benefici misurabili e concreti.

In un modo o nell’altro, per avere Status Board al cento percento servono 9,99 euro. Per un’azienda capace di farlo fruttare vale cento volte, forse anche mille, quello che costa. E anche per realtà meno strutturate: nella versione 2 diventa possibile condividere pannelli (e l’aggiornamento dei pannelli stessi) con altre persone lontane. Se la versione 1 era da cogliere come un frutto maturo, la 2 è da accogliere in versione base come un gradito regalo. Il bello è che il programma ha un gran senso anche senza sapere che cosa farci: è probabilmente che l’uso migliore per chiunque sia qualcosa che ancora non è stato realizzato e sia un non uso fino a che sull’iPad appare l’icona a suscitare pensieri.