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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Pareri e dispareri

Siamo sempre al casino megagalattico suscitato dall’attacco informatico a Hacking Team, italiani che vendevano a governi buoni e cattivi buchi di sistema e strumenti per intercettare a destra e a manca.

Questo è ciò che dichiara Bruce Schneier, uno dei massimi esperti globali di cibersicurezza:

Hacking Team non aveva exploit [tecniche di violazione] per un iPhone non sottoposto a jailbreak. Sembra essere la piattaforma da scegliere per stare sicuri.

Nel frattempo Paolo Attivissimo, massimo esperto di bufale informatiche ma sempre pronto a evitare l’approfondimento appena si parla di Apple, riporta che

Apple avrebbe dato a Hacking Team un certificato digitale come iOS enterprise developer per firmare le app e quindi farle sembrare sicure e approvate […] perché firmate col certificato. […] Sarà interessante vedere la reazione di Apple.

Apple non lo so, ma chiunque sia stato sul sito del Developer Enterprise Program sa che un certificato digitale viene dato a qualunque azienda lo chieda e paghi la quota di iscrizione al programma. L’unico requisito è esistere legalmente.

Ancora, il certificato digitale non riguarda la sicurezza, ma la firma: sai che il programma arriva certamente da quello sviluppatore lì. Che cosa ci sia dentro è un’altra questione e non riguarda il certificato. Aggiungo che il certificato aziendale non riguarda la distribuzione su App Store. E una app inviata, che so, per posta elettronica (!) chiederebbe comunque di dare fiducia allo sviluppatore per essere installata.

La mia reazione è molto rumore per nulla.

Adesso Paolo è dietro a una traccia per cui in App Store si trova YouEat, una app capace sembra, pare, forse di accendere il microfono e prendere schermate all’insaputa dell’utente, che si dice sarebbe stata testata su iPhone 4S e iOS 7.1.2 e non riesce più a prendere schermate su iOS 8. Paolo non vede l’ora:

Se quest’apparenza venisse confermata, sarebbe uno smacco notevole per il modello di sicurezza di Apple.

Certo. Riassumo: si vocifera senza conferme di una app su un milione e mezzo, che magari forse sarebbe capace – su un modello non più in vendita e sistema operativo usato oggi da un apparecchio su sette – di fare pressoché niente rispetto allo standard di Hacking Team su Android.

Uno smaccone. Io leggerei Schneier, va’.