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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Sorveglianza a poco prezzo

Nel mondo anglosassone si parla comunemente dell’alleanza dei Cinque occhi per riferirsi ad azioni comuni dei servizi segreti di Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Nuova Zelanda e Australia.

Se è vero quanto [racconta The Intercept]/(https://firstlook.org/theintercept/2015/05/21/nsa-five-eyes-google-samsung-app-stores-spyware/),

i Cinque occhi pianificavano il sabotaggio dei link agli app store di Google e Samsung per infettare smartphone con spyware.

Google e Samsung. App store. Manca qualcuno, l’Apple Store con la maiuscola. Come mai? Forse perché non interessa agli spioni?

Tutt’altro: lo stesso articolo svela che i Cinque occhi hanno progettato spyware per iPhone e smartphone Android,

software che consente di infettare i terminali e prenderne posta, testi, cronologie del web, registri delle chiamate, video, foto e altri archivi memorizzati su essi.

Tuttavia, prosegue il pezzo,

i metodi usati dalle agenzie per arrivare a installare lo spyware sui telefoni sono rimasti poco chiari.

Non è affatto facile installare di nascosto software sul telefono di uno che lo tiene in tasca. Se però si pratica un attacco man-in-the-middle e si fa finta di essere il server dello store Samsung o di Google Play, il malcapitato crede di scaricare il programma X e intanto finisce per prendersi, omaggio, anche lo spyware Y, senza accorgersene.

I meccanismi di firma digitale dell’ecosistema iOS rendono più difficile l’operazione. Una app alterata non viene eseguita dal sistema. Per fare scaricare uno spyware da App Store, lo spyware deve trovarsi su App Store. Solo che Apple deve essere connivente, o non si può fare. E l’attacco a metà strada non è praticabile.

Per farla breve, ritrovarsi uno spyware su iPhone è molto più difficile. Su Android invece non ci si fanno tutti questi problemi. E che cosa vuoi che sia avere il telefono a rischio sorveglianza, quando costa così poco?