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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Quasi senza dirlo

Attenzione a un corso di Apple che si sta rivelando sempre più nuovo: eravamo abituati a scoprire nuove funzioni fondamentali quando usciva il sistema operativo e a vedere i soli bug fix nelle versioni intermedie.

Non è più così. iOS 8.3 porta novità che non sono quelle di un iOS 9 e però sono degne di nota, come la possibilità di scaricare le app gratuite senza dover fornire una password o un set di caratteri Emoji dilatato all’inverosimile in nome della non discriminazione. OS X 10.10.3 porta con sé la nuova app Foto che sostituisce iPhoto e Aperture.

Foto non piace a tutti (interfaccia stupendamente rielaborata contro mancanza di funzioni evolute che giustificavano l’acquisto di Aperture). Tuttavia ufficializza iCloud Photo Library, l’inizio dell’idea che le foto stiano principalmente sul cloud prima che sul disco rigido. È un cambiamento pratico non da poco.

Tendenza interessante, perché se da una parte abitua a non dare niente per scontato – cosa a volte scocciante quando c’è una configurazione affidabile che non dà sorprese e arriva un aggiornamento importante – dall’altra può portare vantaggi inaspettati se i programmatori lavorano bene. Sono reduce da una giornata di convegnistica dove ho messo a dura prova iPad e, per quanto non possa produrre prove certe, ho la netta sensazione che iOS 8.3 abbia migliorato la reattività del sistema e, nella situazione, Keynote, che ha funzionato senza il minimo appesantimento e per giunta con una app di registrazione audio dietro le quinte. Il mio iPad è un ormai veterano di terza generazione e Keynote, prima, tendeva a cambiare slide con quel decimo di secondo di ritardo che tradiva l’impegno al limite delle risorse. L’altroieri le transizioni erano istantanee.