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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Corsa al ribasso

Ringrazio Eugenio Biciclista per la segnalazione.

Il post di Massimo Mantellini mostra come la scuola di sua figlia abbia bellamente ignorato tutti gli smartwatch in circolazione finora ma, ora che siamo nell’imminenza di watch, si sia premurata di vietare l’uso degli orologi-smartphone.

Niente di che: la scuola ha una ricca tradizione di divieto di apparecchiature che dieci o quindici anni dopo sono tranquillamente ammesse. E diverse università nel mondo si sono già mosse da tempo per vietare i computer da polso (mi dicono che non sono computer, però vorrei sapere per quale motivo, non essendolo, li vietano).

Come ebbi a dire in un paio di interventi pubblici, il prossimo giro sarà quello dei wearable, i computer-abbigliamento. Ci saranno sensori (e attuatori!) nelle calze, nelle tasche, nei bottoni, nel tessuto. Se non saranno i Google Glass, saranno gli occhiali di qualcun altro. Che cosa si inventerà la scuola quando i computer staranno su tatuaggi temporanei? E quando invece saranno su innesti permanenti sottopelle?

Quel tempo passato a vietare, lo si potrebbe trascorrere a insegnare. Magari ad aggiornarsi.