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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Ormoni e ragione

Articolo estremamente stimolante di Horace Dediu di Asymco. Negli anni ottanta la decisione di comprare un computer atteneva alla curiosità intellettuale e il messaggio di Apple su Mac come bicicletta per la mente era sostanzialmente razionale.

Da iPod in avanti la conversazione di Apple con il pubblico si è spostata, per dare maggiore priorità alle emozioni che all’intelletto. Musica, video. Il marchio, guarda caso, è diventato planetario e iconico.

Dopo iPhone, il marchio Apple tende sempre più a parlare all’istinto, prima che all’emozione o alla ragione. Qualcosa che non significa irrazionalità ma parla direttamente alle viscere senza transitare prima (magari lo fa dopo) per cuore e cervello.

La conclusione è che oggi il marchio Apple, partito, con un richiamo all’intelletto, scatena piuttosto una risposta endocrina.

E la meraviglia viene dal fatto che, durante questi spostamenti, nessun altro marchio ha saputo validamente sfidare Apple, né sul suo né su altri terreni.

Apple può entrare nel mondo del lusso, mentre i marchi di lusso non riescono a esercitare un richiamo di tipo funzionale.

La ragione, secondo Dediu, è che l’azienda è strutturata per avere pochissimi prodotti che devono tutti avere grande successo, non tantissimi a coprire ogni francobollo del mercato. E quindi può esplorare più facilmente ambiti diversi da quelli dove è nata.

No, Apple non è un’azienda come le altre.