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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Vuol dire svelto

Non i linguaggi di programmazione più usati, ma quelli di cui si parla di più su StackOverflow e di cui esistono più righe di codice in GitHub: questa la classifica stilata periodicamente da RedMonk e appena aggiornata a gennaio 2015.

Objective-C, il linguaggio usato finora per le app iOS e Mac, sta al decimo posto (stare tra i top 20 è una posizione di prestigio; il numero di linguaggi esistenti è inimmaginabile).

La sorpresa del semestre è Swift, creato da Apple per sostituire il vecchio Objective-C con qualcosa di più semplice e sicuro. Swift non è presente nella top 20… perché è salito dalla posizione 68 alla 22, un sorpasso di quarantasei altri linguaggi nel giro di pochi mesi (è stato annunciato a giugno). La classifica di RedMonk ha normalmente un andamento glaciale, con spostamenti lenti e di poco impatto. In questo contesto Swift ha realizzato qualcosa di incredibile.

Ci sto giocando con Swift, ed è affascinante. È anche complesso; è un linguaggio che poco si presta allo scripting e al lavoro quick and dirty, poco stramaledetto e subito, anche se Apple ha realizzato un piccolo capolavoro con i Playground dentro Xcode: scrivi una istruzione, anche se non è un programma completo, anche se non hai compilato ancora niente, e già nella colonna di fianco vedi il risultato, il valore assegnato alle variabili, la correttezza della sintassi.

Non posso consigliare Swift a cuor leggero come farei con AppleScript. Richiede vero impegno. Potrebbe però dare vere soddisfazioni, se l’impegno c’è.

Swift in inglese vuol dire svelto. Concordiamo, io e la classifica di RedMonk.