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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

Lo sprint infinito

La polemica lanciata da Marco Arment sulla qualità del software Apple (riassumibile in non è più come una volta, senza sottovalutarla in alcun modo) ha forse consentito lo svelamento di qualche informazione su come avviene lo sviluppo di OS X e iOS all’interno di Apple, per voce di un ex sviluppatore.

Il cambiamento maggiore nella metodologia di sviluppo si è avuto quando Bertrand Serlet è stato sostituito da Craig Federighi. Con Bertrand si lavorava a gigantesche versioni monolitiche dove ogni gruppo buttava quello che aveva pronto e che venivano prodotte internamente ogni notte. […] Il risultato erano versioni estremamente in ritardo con una tonnellata di bug su cui accumulavamo riparazioni man mano che passava il tempo. Craig ha riorganizzato il lavoro in uno sprint system, dove si sviluppano nuove funzioni per due settimane e si cacciano bug la settimana successiva. Dopo dieci o dodici o sedici cicli, il software era pronto. A mio giudizio produceva software più stabile ma più conservazionale, dove era molto difficile introdurre nuove funzioni molto grosse o grandi riscritture e questo non accadeva prima che si fosse tipo a due terzi del ciclo di sviluppo.

Un’altra voce sostiene (potenzialmente da dentro Apple) che c’è più attenzione a funzioni poco utili rispetto a quelle essenziali e più importanti.

Conta molto, credo, il parere di Daniel Jalkut: prima passava più tempo tra una versione e l’altra e si arrivava prima o poi a una versione stabile. Si stava su una versione stabile per mesi o anni prima che arrivasse l’edizione seguente, mentre adesso con i cicli annuali di uscita questa stabilizzazione non avviene più e la qualità del software, in positivo e in negativo, è complessivamente la stessa.

Probabilmente non sarebbe male un altro giro stile Snow Leopard: zero nuove funzioni annunciate, tutta rifinitura e sterminio di bug. Il prossimo ciclo di rinnovo potrebbe essere appropriato, visto che sarà uscito anche watch.

L’idea del sistema di sviluppo sprint comunque è interessante. Un po’ come se Apple fosse passata dal ciclismo su strada a quello su pista, da passisti a pistard.